Due anni di Metal Gear V: The Phantom Pain

Metal Gear V: The Phantom Pain

Ebbene sì: sono trascorsi due anni dall’ultima opera di Hideo Kojima, Metal Gear V: The Phantom Pain. Per molti un “incompiuta”, un prodotto lontano dagli schemi che ci aveva abituato il Maestro, un qualcosa che lascia l’amaro in bocca e, successivamente, pervade la mente del giocatore di dubbi. Per altri, invece, in linea con la cripticità di Kojima – San , l’ennesimo capolavoro: solo chi sarà attento decifrerà il “messaggio”.

 Tuttavia, non sono qui per un’analisi approfondita della tematica dedicata a Big Boss (o Snake, come preferite). Approfittiamo , ricordando i due anni della pubblicazione di The Phantom Pain, ultimo gioco della serie targata KONAMI, che inizia a sentirsi della mancanza di Kojima. Come il Dolore Fantasma, tematica che ci accompagnerà in questo “viaggio”: quella sensazione di dolore,vivo, dell’arto mancante.

Tutti noi ce lo immaginiamo, adesso, alle prese con il suo ultimo lavoro Death Stranding (a chissà quando aggiungerei). Ammettiamolo però: difficile vedere, in futuro, qualcosa legato alla saga di Metal Gear (chi ha parlato di Metal Gear Survive?) senza il suo creatore.

Vi lascio qualche foto tratta dalla versione per PC di Metal Gear V: Phantom Pain su piattaforma STEAM.

Tanti Auguri, Big Boss!

 

                  

 

 

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Viaggiatore del Tempo, ripercorro tutte le Ere Videoludiche anche attraverso (perché no?) l'emulazione.

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