Emlyn Hughes International Soccer – Commodore 64

Un solo titolo, Emlyn Highes International Soccer, il calcio, quello bello, quello giocato ovvero quello che si viveva negli anni ’80.
Probabilmente il gioco di calcio che ha consumato più giri di nastro sul mio fido C64.

Comincerei a parlarvene partendo da quello che è il fine ultimo, ovvero giocare!

Discesa in campo

Lo vidi girare a colori per la prima volta in un supermercato, Citta Mercato di Rivoli, lo ricordo ancora, e vidi una sola immagine ovvero quella della fine della partita, con la “madrina” del campo che consegnava la coppa al vincitore!

Una scena epica se ci si pensa e anche l’unica che difficilmente si sia mai vista in qualunque altro gioco di calcio ma che Emlyn Hughes International Soccer possedeva.

Le regole del gioco in Emlyn Hughes sono semplicissime,le stesse del calcio senza le menate del fuorigioco che forse all’epoca non era nemmeno contemplato.
Per cui era molto semplice prendere il pallone in scivolata e correre fino alla linea di porta senza nemmeno tirare un calcio e segnare.

Emlyn Hughes International Soccer: Il gameplay e la partita.

La giocabilità era ottima, sebbene corresse l’anno 1988, un pugno in un occhio era dato dalla grafica molto pixellosa e quadrata e ricorda un po’ il cabinato Mexico ’86 ma, i punti di forza di questo gioco erano ben altri.
Il gioco dava la possibilità di tirare “ad effetto“, era possibile fare scivolate e pallonetti, il tutto dato dalla pressione più o meno lunga del tasto del Joystick.
Facile era prendere il possesso del pallone o con una scivolata o con una sprite collision che, permetteva di attraversare l’avversario tipo fantasma ma tenendo il pallone al piede, non sempre però la cosa riusciva bene.
Uno dei trucchi per segnare, una volta ottenuto il possesso di palla, è quello di percorrere la fascia sud, tenendo premuto il bottone, si direziona in diagonale il joystick verso la porta, ottenendo un rasoterra imparabile per il portiere.

Emlyn Hughes International Soccer: Il manageriale.

Il vero punto di forza ma soprattutto di longevità di Emlyn Hughes International Soccer risiede nella sua parte prettamente manageriale.
E’ per questo motivo che probabilmente i programmatori della Audiogenic hanno deciso di curare di meno l’aspetto grafico (che comunque è passabile dai), in funzione di una maggior durata.
Il “pannello di controllo” iniziale è decisamente spartano ma molto intuitivo… quattro menù a tendina: opzioni, colori, gioco e tabelle.
Nel primo menù si può scegliere la durata della partita, se sono previsti i supplementari, livelli di difficoltà e tanto altro, nel secondo menù si scelgono i colori del pallone, delle righe del campo nonchè dello stesso terreno (si può simulare una partita nella neve con la giusta combinazione di colori ).
Saltiamo per un attimo il terzo menù, per spiegare velocemente il quarto: in questo vengono visualizzate tutte le squadre in gioco, le eventuali classifiche e gli ultimi risultati.
L’anima pulsante del gioco in realtà è il terzo menù, “Gioco” per l’appunto.
Attraverso menù si può scegliere se giocare una partita amichevole o entrare immediatamente nel campionato; interessanti le opzioni possibili, tutte partendo da una rosa di otto squadre: torneo ad eliminazione diretta, torneo all’italiana, torneo all’italiana più play-off ed infine solo andata e play-off.
Un infinità se si considera l’anno di uscita di questo gioco.
Ma il meglio arriva ora: le otto squadre di Emlyn Hughes International Soccer sono completamente customizzabili.
Ecco un esempio veloce… questa è l’Inghilterra “base” del gioco.
E dopo qualche modifica, anche ai valori dei giocatori (velocità, difesa e attacco gli elementi su cui si può metter mano, con skills modificabili da uno a tre pallini).

Ecco pronta in cinque minuti l’udinese.

Come si può notare, è anche possibile inserire le riserve da scegliere prima dell’inizio della partita e da poter mettere in campo a match in corso se due dei titolari sono troppo stanchi per continuare a rincorrere il pallone.

Tornando un momento al menù “Gioco”, si può notare che le squadre possono anche venir salvate per essere quindi recuperate in un secondo momento.

Era possibile quindi anche “passarsi” tra amici salvandole su una cassetta le proprie formazioni.

Emlyn Hughes International Soccer: Conclusioni.

Emlyn Hughes International Soccer può definirsi l’antenato dell’odierno PES.

Un gioco di calcio che metteva il gameplay davanti a tutto il resto tanto da recuperare il design spartano del primo International Soccer firmato Commodore.

Quando uscì nel 1988, fu riconosciuto all’unanimità come migliore simulazione calcistica per C64, benché il genere all’epoca ancora non esistesse.

A quel tempo i giochi di calcio erano un’unica categoria che, poteva spaziare più verso il settore arcade delle sale giochi o più verso i simulatori “seri” ma senza crederci troppo.

Il titolo firmato Audiogenic fece da collegamento per le due categorie come più tardi è riuscita solo Konami nelle sue prime prove calcistiche.

La partita era divertente e discretamente realistica (per l’epoca) ma fuori dal campo c’era molta più sostanza.

L’unico grosso limite che frenò la diffusione del gioco restava la grafica molto stilizzata anche per gli standard di allora.

Dato che la grafica, ai tempi, faceva l’80% del successo di un gioco Emlyn Hughes International Soccer sentì parecchio questo problema nella prima uscita su Commodore 64.

E infatti, a parte le conversioni per i computer di allora, non vide altri episodi sulla stessa piattaforma né divenne una serie affermata.

Il suo vero erede, come detto all’inizio, sarebbe arrivato vent’anni dopo dal Giappone, ma, questa, è un’altra storia.

Recensione fatta da me in parte, per la parte manageriale e alcune conclusioni sono prese da C64reviews e Insertcoin.

L’angolo dell’Anziano!!! E’ qui!

Lets’rock! 😈 

In conclusione come sempre vi consiglio qualche nostra buona lettura:

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