Rampage, lo spacca palazzi

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Ciao a tutti amici di Commodoreblog, oggi continuiamo il tour delle sale giochi anni ottanta con una bella partitona a Rampage, lo spacca palazzi per eccellenza. Un gioco che praticamente tutti conoscono o almeno hanno visto almeno una volta nella loro vita. Scegliete chi volete interpretare, salite sulla DeLorean e si parte!

Rampage, spacchiamo tutto

Anno Domini 1986, il tempo è freddo fuori. E’ il tipico inverno piemontese, almeno di quegli anni, dove anche il sole emanava luce gelida, dove dovevi fare attenzione a non scivolare perché a terra il ghiaccio era la norma. Noi della Banda di Borgo San Paolo eravamo in pieno periodo vacanze di natale perciò il tempo passato a zonzo era tanto. E ovviamente in mezzo ai nostri giri la tappa in sala giochi era d’obbligo. Erano praticamente ovunque i cabinati all’epoca, li trovavi anche nel più piccolo e buio bar di zona. E li trovavi pure all’oratorio.

L’oratorio negli anni 80

In quegli anni gli oratori erano assai diversi da quelli che possiamo trovare in questi tempi recenti. Oggi entriamo in strutture che sono tutto fuorché luoghi di aggregazione, sono strutture piuttosto chiuse, legate più al business clericale piuttosto che a tirare via ragazzi dalla strada. Noi avevamo il mitico oratorio di Via Luserna, quello dei salesiani. Era un brulicare di gente di ogni tipo, tutto il quartiere si riversava li dentro, anche chi la parrocchia non la frequentava mai. Nel campo di calcio in terra, aperto a tutti, le partite erano minimo 20 contro 20: chiunque volesse giocare bastava un “Con chi sto?”. Nel nostro oratorio c’era anche una bella sala giochi che veniva aperta ad orari e in caso di brutto tempo. Li dentro c’erano dei calcio balilla, dei biliardini, quelli coi funghetti respingenti, e una dozzina di cabinati. Era davvero tanta roba!

Rampage nel nome Diddio

Volavano anche le bestemmie all’oratorio. Qualche salesiano di quelli tagliati col cesello, quando veramente gliene facevamo di ogni colore, ci dava anche dei punti a smadonnare. Faceva parte della loro umanità, della loro schiettezza, ed era bellissimo fosse così, un mondo distante anni luce dal falso perbenismo di facciata di oggi. Volavano anche schiaffoni ogni tanto, e tirate di orecchie celestiali ma col senno di poi posso garantire che era tutto meritato. Logicamente nel locale sala giochi le parole volavano letteralmente in cielo, si giocava in nome Diddio. Fu proprio qui che vedemmo e ci innamorammo di Rampage, da noi chiamammo “lo spacca palazzi”. E faccio immediatamente una premessa che vale sempre da qui in poi: Rampage ha senso solo se giocato in multiplayer con gli amici. Siamo davanti ad una particolarità nel mondo videoludico, ovvero un gioco tanto “inutile” giocato in single player, quanto “super divertente” in più giocatori.

Il gioco delle bestie

Rampage esce nel 1986 ad opera della Midway. Qui ci troveremo a prendere il controllo di un tris di mostri giganteschi nonché leggendari: fino a tre giocatori insieme possono controllare George, un gorilla simile a King Kong, Lizzie, un rettile che ricorda Godzilla e Ralph, un lupo mannaro gigante. Quello che devono fare le tre bestie nel gioco è storia: si devono radere al suolo intere città, mangiare persone, distruggere elicotteri, carri armati, taxi, auto della polizia, barche e i tram che corrono sullo schermo. Per proseguire nei livelli dovremo scalare gli edifici, facendoli a pezzi e riducendoli in macerie. I piccoli umani presenti nel gioco possono essere presi a pugni, afferrati e mangiati. Verremo feriti da proiettili nemici sparati da soldati o elicotteri, da candelotti di dinamite, dai razzi dei carri armati e dalle cadute. Ovviamente tra bestie ci si può anche prendere a pugni ed è statisticamente provato che è il modo in cui si perde più energia visto che si finisce sempre per azzuffarsi tra players.

Salute e oggetti extra

Si recupera energia mangiando cibi come frutta, pollo arrosto ma anche i soldati: rompere le finestre aperte spesso rivela un oggetto o persone speciali, che può essere utile o dannoso. Gli oggetti utili includono cibo e denaro, mentre quelli pericolosi includono bombe, elettrodomestici e sigarette. Alcuni elementi variano di stato, come il tostapane, che è pericoloso fino a quando non esce il toast, oppure il fotografo, che deve essere mangiato prima che ci abbagli con il flash facendoci cadere dal palazzo. A volte possiamo vedere dei civili agitare le mani da una finestra per chiedere aiuto: qui la dinamica di assegnazione punti è particolare. Vengono infatti assegnati punti in base al tipo di persona: George con donne, Lizzie con gli uomini di mezza età e Ralph con gli uomini d’affari.

Se un mostro subisce troppi danni ritorna un piccolo umano completamente nudo e camminerà fuori dallo schermo coprendosi le parti intime. In questo stato si può ovviamente essere mangiati da un altro mostro. Come da tradizione coin op si può mettere un altro gettone e l’umano si trasformerà nuovamente nel mostro. Se l’omino è uscito dallo schermo o è stato mangiato arriverà su un dirigibile, con una barra della vita piena ma punteggio azzerato.

Rampage e i suoi livelli

Rampage sviluppa la sua trama attraverso 128 giorni nelle città del Nord America. Il gioco inizia a Peoria, nell’Illinois e finisce a Plano, sempre in Illinois Qui i giocatori ricevono una bomba vitaminica che fungerà da cura e fornirà un grande surplus di punti. Dopo questo, il ciclo delle città si ripete cinque volte, per tornare ad day 1 dopo 768 giorni. Dopo il rilascio, furono aggiunti livelli al gioco per renderlo più difficile. Anni dopo lo sviluppatore del gioco Brian Colin disse con schiettezza che “L’hardware non poteva supportare più grafica e livelli. Soprattutto non immaginavamo che qualcuno avrebbe superato i 768 livelli”. Colin concepì Rampage come un gioco in cui “non era possibile sbagliare a giocarci”: egli voleva evitare i luoghi comuni dei videogiochi, ovvero avere un obiettivo prefissato o avere il target del punteggio più alto.

Lo sviluppo del gioco

Furono i limiti tecnici dell’epoca a guidare lo sviluppo del gioco: pensare ai grattacieli fu la strada obbligata visto che si potevano spostare solo forme rettangolari sullo sfondo. I programmatori si trovarono a dover correre per stare nei tempi previsti, per questo le città sono in gran parte identiche nell’aspetto. Oltretutto, aspetto che non a tutti salta all’occhio, Ralph e George hanno praticamente lo stesso sprite, al quale cambia la palette di colori e la testa. Il concept, mettere i players nei panni di mostri distruttori, non convinceva la direzione ma fortunatamente un cambio al comando fece andare tutto per il verso giusto.

Rampage e sua ispirazione

Brian Colin si è ispirato ad alcuni film per sfornare un gioco graficamente esaltante, spingendosi ai limiti tecnici dell’hardware arcade di Midway. King Kong fu uno di essi e A 30 milioni di Km dalla terra, qui poco conosciuto, fu il film che diede l’idea del rettile. Infatti molti anni dopo l’uscita del gioco, Colin spiegò un malinteso secondo cui Lizzie era basata su Godzilla. Egli disse che era in realtà basata sul rettile alieno Ymir, protagonista proprio del film sopra citato.

Una piccola curiosità: nel filmato iniziale, che raccontava di tre umani che si erano trasformati in mostri, Colin ha messo le foto di se stesso nei panni di George, sua moglie Rae nei panni di Lizzy e Nauman nei panni di Ralph.

Rilascio e reazioni

Il gioco fu un successo stellare nelle sale giochi e uno degli ultimi titoli di spicco per la Midway. Dopo il suo rilascio nel 1986, Colin ha promosse il gioco tramite un comunicato stampa inviato ai media locali in ciascuna delle città menzionate nel gioco. Questa operazione era assolutamente geniale: un promemoria “non ufficiale”, il quale affermava che la loro città era “destinata alla distruzione”. Il coin op divenne rapidamente un must have per tutte le sale giochi degne di questo nome.

Conversioni domestiche

Come da prassi un gioco di enorme successo non poteva non vedere la luce anche sui più comuni sistemi casalinghi dell’epoca e non solo, visto che le sue conversioni toccarono anche sistemi usciti molti anni dopo. La versione arcade originale di Rampage è stata inclusa in varie compilation. Partiamo dal 1999 con l’inclusione in Arcade Party Pak per PlayStation per proseguire col 2003, dove lo troviamo in Midway Arcade Treasures, una raccolta arcade per Nintendo GameCube, PlayStation 2 e Xbox. Nel 2005 lo troviamo in Midway Arcade Treasures: Extended Play per la piccola PlayStation Portable e molti anni dopo, nel 2012, è stato incluso nella compilation Midway Arcade Origins, disponibile sul territorio Americani e Australiano.

Commodore 64

Potenzialmente poteva essere un gran titolo per il biscottone ma era costellato da diversi bug davvero noiosi. Non fu difficile mantenere la struttura dell’originale e anche graficamente era accattivante. I fondali della versione europea erano molto attinenti all’originale mentre per gli sprite principali si poteva fare di meglio. Proprio la versione Europa era afflitta da bug di collisione e di controllo che la rendevano presto irritante.

Molto meglio la versione americana dove una grafica dei personaggi più semplice alla fine risultava meno caotica, i movimenti erano precisi e in coppia risultava divertente. Il sonoro era limitato in entrambe le versioni ad una litania tremenda nei vari intramezzi e in banali effetti in game. Se la memoria non mi inganna lo avevo in una delle innumerevoli cassette da edicola col nome Godzilla, un grande classico!

Atari Lynx

la cosa più particolare per la bella versione del Little Atari è il nuovo personaggio selezionabile. Infatti la versione Atari Lynx aggiunge un quarto personaggio speciale chiamato Larry, un topo gigante. Il gioco appare subito un porting piuttosto particolare, personaggio a parte, per lo scrolling dello schermo, giustificato dalle dimensioni del medesimo. Durante il lo scrolling lo sfarfallamento era inevitabile ma il gioco era divertente, graficamente molto bello e con un audio molto valido.

Amiga & Atari ST

Le due versioni 16 bit di Rampage presentano molto bene, con fondali funzionali e personaggi principali che ben ricordano l’arcade. I comandi non sono il massimo della precisione e spesso si salta a vuoto giù dai palazzi. La morale è sempre la medesima, ovvero che giocato multiplayer può regalare grandi dosi di divertimento, mentre giocato da solo può essere una specie di scaccia stress ma nulla di più. L’audio è adeguato, soprattutto su Amiga gli effetti sonori in game sono fedeli agli originali da bar.

NES

Particolarità di questa conversione è la riduzione a due mostri: Ralph viene eliminato dalla mischia. Altra particolarità di questa conversione è quella di essere realizzata davvero male. A partire dai personaggi di gioco a finire con i fondali la grafica è al limite del tragicomico. George e Lizzie sono due macchie che si muovono per lo schermo dando manate qua e la. Il sonoro è un connubio di frequenze sonore che vi porteranno alla sordità, meglio abbassare l’audio a zero.

Riflessioni del Biker

Un gioco deve essere per forza complesso per essere bello? Deve possedere trama e intreccio degni di un romanzo per essere giocato? Deve avere una profondità ed un messaggio da trasmettere per entrare nel gotha dei videogames? Può darsi che per molti sia così ma Rampage ci dimostra che anche il gioco più semplice e poco impegnativo del pianeta può avere il suo posto tra gli dei. Lo spacca palazzi ci ha fatto divertire da morire e continua, a modo suo a farlo: è uno dei must quando viene qualche amico di mio figlio a casa. Alla fine è tutto semplice: Pandora e via gettoni, pronti a distruggere tutto. Lo facevamo noi nel 1986, lo fanno i nuovi giovani nel 2021: qualcosa deve voler dire non credete? Forse anche nei giochi, come nella vita, a volte si ha bisogno di essere semplici.

Mic the biker vi saluta e vi da appuntamento al prossimo viaggio. Ora qualche articolo direttamente dal nostro blog.

The Net ’80

Antiriad, armatura del passato

 

Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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