Est story: il Picchio che veniva dalla Cortina di Ferro

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Salve a tutti cari amici di Commodoreblog, gamer e viaggiatori: oggi facciamo un salto ad Est, precisamente in Unione Sovietica. Lo facciamo in una maniera virtuale, indossando i PsVr.

Il “picchio” dell’Est

Dopo una lunga pausa il vostro Red Baron torna a scrivere per il Blog. Oggi, in un certo modo, cercherò di unire due mie passioni: il gaming e i viaggi. Questa volta parlerò di viaggi Virtuali. A causa di questa pandemia, purtroppo, possiamo viaggiare molto poco, tra tamponi, vaccini e quarantena. Non vi preoccupate, non voglio parlarvi di tutto ciò, ma voglio portarvi, in maniera virtuale in un luogo lontano a scoprire qualcosa di nuovo, un lascito della Guerra Fredda. Vi porterò in Ucraina, vicino Chernobyl, località tristemente nota per il disastro della Centrale Nucleare. Questi viaggi virtuali li potrete fare anche voi stessi, vi spiegherò come.

Il Radar Duga-3

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Non parlerò della Centrale, abbiamo trattato ampiamente il tema in QUESTO ARTICOLO, simulando perfino la sua gestione. Oggi si parlerà di qualcosa che era costruito li vicino che forse molti di voi non conosceranno: il Complesso radar Duga-3 detto The Russian Woodpecker: il radar segreto dell’URSS.

Il nome deriva da  Duga (in cirillico: Дуга́, nome in codice NATO: Steel Work, in lingua Ucraina significa Arco).

Alla fine degli anni ’70, molti radio amatori cominciarono a sentire un particolare ticchettio che aveva una frequenza da 10Hz. Un ticchettio molto strano,metallico con il ritmo secco di una mitragliatrice. Molti specialisti degli eserciti occidentali e dei servizi segreti, dopo numerosi tentativi, riuscirono ad individuarne la sorgente. Questo attraverso le triangolazioni basate sulla potenza del segnale: essa si trovava in Ucraina, da qualche parte tra Kiev e Minsk.

Tale segnale radio ad onde corte venne rilevato fino al 1989, anno in cui il Duga dell’Est venne disattivato.

Ad Est il Duga era una sentinella

Questo complesso sistema fu un radar di preallarme con capacità “Over The Horizon”. Questo termine indica la capacità presentata da alcune onde elettromagnetiche di superare la curvatura della Terra grazie a un effetto di guida d’onda.

Progettato per rilevare il lancio di missili balistici intercontinentali dall’Occidente, fu in grado di rilevare il lancio di numerose missioni spaziali partite dallo Cosmodromo di Bajkonur posto ad una distanza di circa 2.500 km. Il Duga venne realizzato in due esemplari: il Duga-1, localizzato nei pressi di Chernobyl, nell’attuale Ucraina, ed il Duga-2, a Komsomolsk sull’Amur, nell’odierna Federazione Russa.

Alcuni dati esplicativi

Accreditato di un’altezza pari a 150 metri ed una lunghezza pari a 700 metri, è tra le più grandi antenne mai costruite dall’uomo. L’antenna è stata costruita secondo il sistema array di dipoli con uno schema HRS 4/4/1. Il riflettore passivo, realizzato con funi di acciaio, era di tipo aperiodico con gli  elementi radianti costituti da dipoli alimentati in fase. La fila di dipoli inferiori era posizionata in modo tale da avere un diagramma di trasmissione di pochi gradi rispetto all’orizzonte. Questo per avere un angolo di riflessione sulla ionosfera giusto da garantire lunghi skip.

Utilizzando un numero di file diverse, il lobo di radiazione sul piano verticale si allargava o si comprimeva, con 2 file di dipoli attivi. Indicativamente il lobo di radiazione era di circa 50° fino ad arrivare sotto i 2° quando veniva utilizzato l’intero array di dipoli, permettendo così la realizzazione di aree di scansione oltre i 10000 km.

Il complesso radar di Chernobyl

Il complesso radar a Chernobyl presentava due sistemi di antenna: uno grande e il secondo più piccolo. Il sistema più piccolo lavorava sulla parte della gamma di frequenza più alta, mentre quello più grande sulla gamme delle frequenze più basse.

La potenza impegnata era altissima, per questo motivo la sala controllo della struttura, che era posta nelle vicinanze dell’ antenna, era totalmente schermata e non aveva nessuna finestra: erano presenti solo porte di accesso interne. Il segnale che veniva trasmesso era una portante impulsiva modulata a 10 HZ con una larghezza di banda di 40 Khz. Questo segnale generava sui ricevitori un disturbo impulsivo e per questo motivo Il battito ripetitivo del Radar Sovietico venne soprannominato dai radioamatori The Russian Woodpecker, il picchio Russo.

Dall’Est un orecchio sempre vigile

Si presume che la costruzione cominciò all’inizio degli anni 70 e conclusa nel 1975. Il 4 Luglio 1976 iniziarono le prime trasmissioni del sistema. I primi risultati dei test della stazione di Chernobyl in direzione delle latitudini nord furono insoddisfacenti, soprattutto a causa dei forti disturbi della ionosfera e di altre condizioni avverse nelle regioni polari. La probabilità di rilevare lanci di razzi singoli e di gruppo era molto piccola. Pertanto le unità di Chernobyl furono modificate: gli sviluppatori affermarono che i risultati, alla fine del lavoro di modifica, erano stati positivi.

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Con l’incidente alla vicina centrale Nucleare, inizio il declino della struttura. Il comandante del complesso, tal Vladimir Musiyets, ordinò di evacuare la struttura. Il problema principale era che il sistema di ventilazione non era equipaggiato con sistemi di filtraggio antinucleare. Stava quindi aspirando aria contaminata da radiazioni, la quale stava venendo trasportata in tutti gli spazi interni della struttura e in tutte le apparecchiature, con conseguente contaminazione radioattiva.

La sua presenza è ancora imponente

La “Duga” di Chernobyl è ancora in piedi, grazie alla sua posizione all’interno dell’area abbandonata per via delle radiazioni, ed è possibile visitarla grazie a tour organizzati. Ma gli “Stalker”, i “turisti” illegali nella zona di esclusione di Chernobyl, sono attratti da questa gigantesca costruzione, davvero spettacolare e affascinante. E’ un rischio avvicinarsi ad essa: le strutture sono oggi terribilmente arrugginite.

Sarà sicuramente metà di un viaggio, appena la pandemia mi permetterà di viaggiare liberamente. Ma c’è un modo per poterla visitare, almeno in maniera virtuale. Non parlo dei classici video su youtube o dei resoconti di viaggio di tanti blogger o appassionati di viaggio, parlo della realtà virtuale, in particolare della Vr della Sony. Ovviamente non è la stessa cosa di essere presente lì sul posto, ma di provare qualche emozioni da casa senza rischiare.

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Dall’Est la parola del Red Baron

Il progetto Chernobyl VR è stato creato attraverso la combinazione di più filmati 360, panorami, scansione 3D di luoghi ed edifici, fotografia 360, video stereoscopici e molto altro. Il risultato è un tour visivo nell’area di Chernobyl e Pripyat. Lo sviluppo si è concentrato su come trasmettere la sensazione di essere effettivamente lì. Si verrà trasportati di peso indietro al 26 aprile 1986 per assistere alle storie dei cittadini e dei lavoratori di Chernobyl. Il Team di sviluppo ha scansionato e filmato un gran numero di aree di Chernobyl, coprendo i luoghi più noti come la centrale stessa, il Duga Radar, il parco divertimenti, la piscina Azure.

Se avete il Psvr,è un titolo che vi consiglio. Allego QUI un bel video esplicativo del suono pazzesco che emetteva il “picchio”. Ora vi saluto e vi consiglio due letture niente male sempre su questo posto storico.

Chernobylite

STALKER – SHADOW OF CHERNOBYL

Alessandro Barone

Sono Alex, innamorato dei videogames fin dal Sega Megadrive e appassionato di fotografia.Odio le Console War.

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