Lunochod, made in URSS

Lunochod, i rover lunari Sovietici.

Cari amici di  https://www.commodoreblog.com oggi Vi parlerò dei Lunochod, i rover per esplorazione lunare Sovietici. Nei primi anni 60, i Sovietici cominciarono a progettare una serie di macchine lunari da utilizzare nel futuro come veicoli monoposto per esplorazioni lunari. Il progetto prevedeva la realizzazione di robot da inviare sul nostro satellite con vari compiti.

Svariati impieghi

In primis furono pensati come supporto delle future missioni di cosmonauti sulla Luna. In questo ambito sarebbero serviti per lo studio dell’ambiente lunare. Inoltre fu previsto che le sonde avessero a bordo un radiofaro che doveva semplificare le operazioni di allunaggio di eventuali veicoli con uomini a bordo. Originariamente il progetto prevedeva l’uso del rover da parte di un cosmonauta in caso di guasto del lander principale LK per poter raggiungere quello di riserva.



Dopo la missione Apollo 11 i lunochod furono rivisti

Dopo lo sbarco degli astronauti americani questi mezzi di esplorazione furono modificati come robot scientifici radiocomandati e successivamente mandati sulla Luna privi di equipaggio.
La prima missione fu un fallimento. Il razzo vettore esplose qualche secondo dopo il lancio, il 19 febbraio 1969.

Lunochod 1

Il 10 novembre 1970 alle 14:44:01 UTC dal cosmodromo di Bajkonur un razzo Proton aveva lanciato in orbita l’ennesima sonda, Luna 17, diretta verso il satellite naturale. Dopo aver raggiunto un’orbita di parcheggio, fu acceso l’ultimo stadio del vettore (alle 14:54 UTC) che pose la sonda sulla rotta per la Luna. Furono effettuate due manovre di correzione, il 12 e il 14 novembre. Il robot entrava in orbita lunare il 15 novembre alle 22:00 UTC.Si trattava questa volta di una missione volta a posare con successo sulla superficie selenica il primo veicolo lunare telecomandato.

Il compito era l’esplorazione della luna

Era una sorta di robot semovente con il compito di esplorare l’ambiente della Luna per mezzo di telecamere e apparecchiature scientifiche molto sofisticate. La navicella atterrava con successo sulla Luna il 17 novembre alle 03:47 UTC. Il lander era costituito da due diverse rampe dalle quali il rover poteva scendere sulla superficie. Alle 06:28 UTC la macchina effettuò i primi passi sul nostro satellite.

Quasi un anno di lavoro

Rimase attivo per 322 giorni terrestri, percorrendo circa 10,5 km e trasmettendo oltre 20 000 immagini regalando ai sovietici un nuovo primato nell’esplorazione lunare. Il rover si spense definitivamente il 14 settembre 1971 a causa di un malfunzionamento, la cui causa è tutt’ora sconosciuta.



Le caratteristiche di Lunochod 1

Era descritto dalla stampa come il “perfetto gioiello della scienza sovietica”. L’ingegnere di origini armene Aleksandr Kemurdžan curò la progettazione del Lunochod per l’ufficio di progettazione OKB-301, rinominato NPO Lavočkin nel 1960.
La struttura del veicolo lo faceva assomigliare ad una grossa vasca. Si muoveva con l’ausilio di otto ruote motrici indipendenti, quattro per parte, azionate da altrettanti motori elettrici. Sul battistrada delle ruote alcune lame di titanio aumentavano la presa nella polverosa superficie lunare fornendo al veicolo una maggiore mobilità.

Mosso da energia solare

Il robot riceveva l’energia utile a compiere gli spostamenti grazie ad un gruppo di pannelli solari. Erano fissati all’interno di un “coperchio” che veniva aperto e ribaltato durante il giorno lunare per ricevere la luce del sole e ricaricare le batterie. Durante la lunga notte lunare (due settimane di buio) il pannello si doveva necessariamente richiudere come un “tetto” sopra il veicolo fermando le attività del Lunochod. Queste sarebbero riprese non appena fosse ricomparsa la luce.

Pannello protettivo per il lunochod

Il pannello aveva inoltre la funzione di proteggere la strumentazione dalle rigide temperature della notte, che raggiungevano i 150 gradi centigradi sotto lo zero. Questo sigillando ermeticamente il contenitore in magnesio pressurizzato in un’atmosfera climatizzata intorno ai 15-20 gradi.

Il potere dell’atomo

Il Lunochod era dotato di un piccolo generatore atomico con isotopi radioattivi del Polonio 210. Era situato nella parte posteriore del veicolo. Durante la notte forniva il calore necessario a impedire il congelamento degli strumenti. Il carico della strumentazione scientifica comprendeva un apparato televisivo ed una serie di strumenti per poter svolgere esperimenti da trasmettere direttamente a terra.

Il controllo da terra

Il Lunochod era pilotato direttamente da terra, attraverso un collegamento radio/tv con la stazione di Evpatorija, situata in Crimea.
Le immagini che riceveva la console di guida erano fornite da 4 telecamere a scansione lenta collocate davanti e ai lati del Lunochod. Consentivano al centro di controllo di avere una visione stereoscopica dell’ambiente.
La posizione finale del Lunochod 1 è rimasta incerta fino al 2010, quando Albert Abdrakhimov ha ritrovato entrambi i rover il giorno 17 marzo. Questo grazie ad una foto effettuata dal Lunar Reconnaissance Orbiter (image M114185541RC).

Lunochod 2

Il Lunochod 2 fu il secondo rover sovietico a scendere sulla superficie della Luna. Il vettore SL-12/D-1-e mise la nave spaziale in orbita terrestre l’8 gennaio del 1973. Il 12 gennaio la navicella raggiungeva la luna. Gli obiettivi della missione includevano la raccolta di immagini, la rilevazione dei livelli di luce e un test con laser per determinare la distanza con la Terra. Inoltre vi fu l’osservazione dei raggi X solari, la misurazioni del campo magnetico locale e un test sulle proprietà meccaniche del suolo.

Attivo quattro mesi

Rimase attivo per circa quattro mesi, percorrendo circa 37 km (record battuto dal rover Opportunity solo il 27 luglio 2014).

Cause del guasto.

Durante l’attraversamento di un cratere, il pannello solare, aperto in posizione orizzontale per tenere l’orientamento verso il sole, si ricoprì di terreno lunare. Quando il rover dovette chiudere il coperchio per proteggersi dal freddo della notte lunare rovesciò il terriccio coprendo il radiatore dell’unità di scambiamento termico. Il giorno lunare successivo, venne registrato un innalzamento della temperatura interna e l’incapacità del rover di raffreddarsi, rendendo il rover inutilizzabile. I contatti del Lunochod 2 vennero persi l’11 maggio 1973.

Lunochod 3

Fu costruito ma non fu mai lanciato sulla Luna e attualmente si trova in un museo nei pressi di Mosca.

Un saluto ai nostri lettori e un appuntamento al prossimo approfondimento scientifico! Vi lascio qualche consiglio

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