ELITE

copertina elite la rivoluzione di wireframe

L’alba di una nuova era, il wireframe.

Wireframe, che vuol dire precisamente? Era in principio la costruzione di un modello in tre dimensioni utilizzando del filo metallico. Il termine fu poi preso in prestito dal mondo del computer gaming (e non solo) quando in era pionieristica ci si imbatteva in qualche titolo che rappresentava un oggetto proiettando nello spazio dello schermo linee di ciascun bordo, magari con la rimozione delle linee nascoste!

Recensione “old school”

Un saluto amici di commodoreblog.com dall’Anziano e da Mic the biker. Oggi ci apprestiamo a fare una cosa realmente old school: una specie di recensione in coppia come quelle che si vedevano su Zzap! E il titolo che ci metteremo a sviscerare oggi è sua maestà ELITE, uno dei primissimi giochi ad utilizzare la grafica wireframe su un home computer.

MtB: parliamo di qualcosa che fu veramente rivoluzionario! Come possiamo definire Elite? A che genere di giochi fa parte? Fu coniato molti anni prima il termine “trading spaziale”.

Wireframe = grafica vettoriale

TheA: Negli anni ’80 quando ancora la grafica e i modelli wireframe erano esclusiva di alcuni disegnatori CAD, la comunità videoludica aveva coniato un termine per questi videogiochi (termine ovviamente riferito alla grafica), i giochi “VETTORIALI”, appartenevano a questa categoria giochi del calibro di “Star Wars”,”Stellar 7″, “Tau Ceti” e “Empire Strikes Back” solo per citarne alcuni di quelli che giravano sul biscottone.

MtB: immaginate per un attimo cosa volesse dire il concetto di “open world” in quegli anni.

The A: senza dilungarmi troppo personalmente sul concetto di “open world”, bisogna ragionare anche sul concetto di “non linear gaming”, in cui Elite si rispecchia appieno. Il gioco non linare, consente di avere un gioco nel quale non esiste una strada giusta per la risoluzione dello stesso, ma viene data ampia facoltà al giocatore di poter intraprendere le proprie scelte e le proprie strategie, in modo da non esserci mai un’unica via per provare a terminarlo. Pensate questo concetto unito all’open world… un gioco infinito!

Open world? Open space!

MtB: Ora siamo arrivati quasi all’estremità opposta, ovvero siamo quasi nauseati da questi giochi aperti, free roaming e quasi infiniti che sul medio lungo periodo rischiano di annoiare. Ma quando nel 1985 la firebird fece la conversione per c64 si trovò davanti al problema di ricreare otto galassie con 256 pianeti da esplorare per ognuna. Eravamo in epoca otto bit, si poteva fare solo tramite la generazione procedurale.

The A: Che cos’è la generazione procedurale? Principalmente è una sfida, la sfida da parte dei programmatori ai limiti fisici dell’hardware. D’altronde come sarebbe possibile creare in pochissimi byte 8×256 galassie & pianeti (notare come 8 e 256 sono numeri multipli di 8 che nella programmazione diventano ricorrenti) ma soprattutto come fare in modo che appaiano al momento giusto e nell’ordine giusto?

La generazione procedurale

Ringraziamo la PG ( procedural generation) che lo permette! La risposta stessa è nella logica della generazione procedurale che crea strutture e oggetti solo nel momento in cui questi devono essere utilizzati, implicando così un importante risparmio della memoria. Nel caso di Elite c’è un algoritmo che prende un seed (dei valori randomici) e li usa per generare i pianeti e le loro coordinate nel mondo, così come il resto dell’universo che il pilota deve affrontare. Il “goat soup” era un seed di informazioni che permetteva la descrizione fantasiosa di ogni pianeta. E così via.

Il gioco

MtB: il gioco vero e proprio inizia con il Commander Jameson. Questo è il nome che viene dato all’inizio. È possibile cambiarlo quando il gioco viene salvato. Si parte dalla base Lave Station con in tasca spiccioli, solo 100 crediti, e con una Cobra Mark III, una nave da trasporto ovviamente in wireframe, armata di poche cose.

The A: Sicuramente per iniziare a racimolare qualcosa il primo consiglio è sempre quello di partire con poco, suggerirei un 16 tonnellate di cibo, e sempre come consiglio partirei alla volta di Leesti per venderlo e cominciare così con il primo guadagno!

2001 odissea nello spazio fu una ispirazione

Ci fa da sottofondo la melodia “Sul bel Danubio blu”, il rimando a 2001 Odissea nello spazio è palese. La grafica è totalmente wireframe, la schermata ci dà informazioni di come sta la nostra nave e sul pilotaggio della medesima. Il gioco in sé non ha uno scopo preciso né una fine. Non esiste nemmeno un tempo per fare missioni o altro. È tutto assolutamente libero! Si deve fare carriera, progredire, fare soldi, migliorare la nostra nave spaziale. Si capisce presto che si possono intraprendere diverse strade per aumentare il proprio livello. Ci si può comportare da commerciante o da pirata. Si può prendere la via del cacciatore di taglie, di estrattore di minerali o quella del contrabbandiere. Tutto ciò per accumulare danaro da investire sulla nostra nave stellare.

Le navi di Elite (wireframe)

MtB: governare il gioco non è una passeggiata. Ricordo molto bene interi pomeriggi in due con l’amico Adriano Addis a cercare di capire cosa fare oltre ad ammirare la grafica wireframe.

Inizialmente era veramente difficile

Complice il fatto che il gioco era ovviamente copiato non capivamo nemmeno come muoverci. Non c’era internet che ci potesse venire in aiuto perciò si andava per negozi in cerca di un manuale fotocopiato. Quando lo abbiamo avuto sottomano abbiamo iniziato a vedere la luce!! Potete notare dall’immagine qui sotto la assoluta complessità di gioco per quel che concerne i comandi.

Comandi (wireframe)

Comandi di Elite

MtB: passano i giorni e si prende dimestichezza col capolavoro in questione. Non si può atterrare sui pianeti ma si deve interagire con la stazione spaziale in orbita sui medesimi. La manovra di attracco era un incubo. Si deve quanto prima racimolare soldi per prendere un autopilot. La maggior parte del tempo lo passavo vagando alla ricerca di nuovi pianeti, nuove stelle.

The A: per i poveraccissimi come me, esisteva una bella cassetta solo di salvataggi del mio pilota personale. Dopo aver sovrascritto il mio unico salvataggio dopo un mese di gioco, ho imparato ad avere un salvataggio per lato della cassetta. Sono stato pessimo… credo di aver inventato parolacce totalmente nuove dopo una sovrascrittura andata a male.

Passavo il tempo a viaggiare!

MtB: Mi sentivo il capitano Kirk di Piazza Sabotino!! Il carburante per la velocità sub luce mi pareva illimitato. Discorso diverso per viaggiare a distanze interstellari: bisognava fare salti iperspaziali tenendo conto che la capacità massima del carburante per questi viaggi era di sette anni luce. Tale propellente si poteva riempire dopo aver attraccato una stazione spaziale oppure, dopo aver comprato il “fuel scoop”, facendo una manovra chiamata “sun surf”. Manovra considerata molto pericolosa perché si deve portare la nave a sfiorare la superficie di una stella così da immagazzinare energia. Bisogna tuttavia fare attenzione al surriscaldamento della nave, si rischia di morire!

The witch space

Ovviamente le cose vengono complicate dai Thargoid, insetti alieni alla guida di piccole navi, che a volte intercettano il giocatore a metà viaggio interstellare. Questa cosa comporta lo scarico di tutto il carburante e intrappolato la nave nel cosiddetto “witch space”. In questi casi o si usa la capsula di fuga o più semplicemente si ricarica il gioco.

The A: io invece ero il Buck Rogers “wireframe” di Via la Salle… ma senza robottino ad aiutarmi, all’inizio prima di tentare la manovra sopra descritta si consiglia di comprare il pieno di carburante per pochi crediti sui pianeti giusti.

Mic (wireframe)

Mic the Biker

L’Anziano

MtB: ci sarebbe da scrivere per anni su un gioco simile. È praticamente immenso, l’esplorazione può non finire mai. Io per primo sono andato avanti per anni e avrei potuto proseguire per ancora più tempo.

Elite prese riconoscimenti ovunque

La sua futuristica grafica wireframe, la dinamica di gioco totalmente nuova lo resero subito un must. Zzap! gli diede 97% nonostante una giocabilità poco immediata (ma la longevità resta pazzesca). Nel 1984 vinse il golden joystick award e nel 1985 fu eletto miglior gioco dell’anno. Tuttora è al 14esimo posto nei giochi più belli di sempre e al terzo nella classifica dei giochi più influenti della storia. Alcune testate lo mettono al primo posto come gioco più bello degli anni 80 e come top retro game. La mia conclusione è che abbiamo tra le mani, a distanza di oltre trent’anni, un gioco totale, assoluto, da dieci e lode. Vi saluto dandovi qualche piccolo aiutino che fa sempre comodo: quando attraccate una stazione schiacciate velocemente in sequenza 1,2,3,4… Poi potete ottenere:

POKE 1186,255: POKE 1187,255: POKE 1188,255: POKE 1189,255 more credits

POKE 1193,97: POKE 1195,97: POKE 1196,97 military laser

POKE 1217,255 ECM system

POKE 1218,255 space claw

POKE 1219,255 energy bomb

POKE 1220,2 additional accumulators

POKE 1221,255 landing computer

POKE 1222,255 emergency capsule

POKE 14235,173 unlimited number of missiles

POKE 1190,22 fuel for 7 light years

POKE 1190,255 fuel for many light years

POKE 1229,X criminal record

POKE 1249,255 Elite

Curiosità

Alcune curiosità trovate sul web dal vostro Anziano!
In Elite un vero e proprio generatore pseudo-casuale viene utilizzato con un seme di sei byte. I programmatori della versione di Archmides “ArcElit” (che non erano Bell / Braben) hanno appositamente integrato un rudimentale emulatore 6502 in modo che sul processore ARM le stesse galassie potessero essere generate come nel gioco per BBC B e su C64.

Humor stellare

Non si può negare ai creatori una certa dose di umorismo, dato che si possono trovare alcuni cameo ed easter eggs sia nel gioco stesso che nella documentazione:

– La sequenza di partenza assomiglia alla sequenza di partenza di una “Viper” – nave da combattimento della serie TV “Battlestar Galactica”. Può essere una coincidenza che le astronavi della polizia nel gioco siano anche denominate “Viper” poiché quasi tutti i tipi di astronave portano nomi di specie di serpenti.
– La sequenza di docking segue il modello di una scena simile nel film “2001: Odissea nello Spazio“; anche nel film è mostrata un’apertura di attracco rettangolare di una stazione spaziale. Nel film la musica di accompagnamento è, come già detto da Mic, “Il Danubio blu” (valzer del Danubio) di Johann Strauss II (figlio). Nel gioco viene riprodotta la stessa melodia quando il computer di docking è in funzione.

Trumbel e Tribbles


– L’animale “Trumbel” ricorda fortemente i “Tribbles” di due episodi della serie TV “Star Trek”. Anche i “Tribbles” divennero un’epidemia a causa del loro incredibile tasso di riproduzione.
– Nel manuale è menzionato il comandante “Monty” – e la sua astronave ovviamente è un “Python”.

Anche la società “Whatt & Prittney” (anziché “Pratt & Whitney”) è menzionata nel manuale come produttore di ingranaggi.
– I primi due gradi come combattente sono “innocuo” e “per lo più innocuo”. Per una strana coincidenza questi corrispondono esattamente alla prima e alla voce riveduta nella guida di viaggio “La Guida galattica per gli autostoppisti” sul terzo pianeta di un piccolo sole giallo ignaro molto lontano dalle retrostanti coste inesplorate della spirale occidentale braccio della galassia.

– Nella versione inglese il platino commerciale buono non è chiamato platinum ma latinum (ma non stampato con oro!).
– Se molti nemici vengono distrutti in breve tempo, il commento di lode “Right on Commander!” appare.

Un whiskey per ispirarsi


– Il nome Jameson risale al marchio Whiskey con lo stesso nome, come rivelato da David Braben nel 2012.
“Jameson all’inizio non era così importante, ma lo è diventato così come è diventato parte della tradizione Elite. Il motivo iniziale era che volevo un nome da comandante di 7 lettere che funzionasse come un nome file sia sul micro BBC che su Acorn Atom. Ian e io abbiamo discusso alcuni possibili nomi. Mi è piaciuto Jameson in quanto è uno dei migliori blended whisky!”

Anche per questa volta abbiamo finito. L’anziano e Mic the Biker vi salutano e vi consigliano qualche nostro articolo.

LA SALAGIOCHI “AL MARE”

Katana Soul – Ancora una partita e smetto.

Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

Potrebbero interessarti anche...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: