Lettera di un retrogamer

 21 total views,  1 views today

Buona nottata, caro gruppo di retrogamer. La notte è sempre portatrice di idee bovine, di progetti, di trovate, ma soprattutto è portatrice di riflessioni.

Le riflessioni da retrogamer

Eh si, di tanto in tanto, anche lo Sceriffo si siede su una sedia, mette in bocca la sua sigaretta elettronica e da una lunga aspirata. Nella penombra una densa e vanigliata nube che resiste al dissiparsi come i pensieri notturni. Che storia! Questo è il pensiero. Oggi siamo abituati alle grafiche da urlo, i dolby digital surround 7.1 con tante di quelle casse che se la metà fossero di birra saremmo ubriachi dalle 7 di mattina. Siamo assuefatti al gioco online, ai caricamenti fulminei ed a nuove esperienze che ci fanno sognare qualcosa che forse mai faremo nella realtà.

Quello che ha avuto il retrogamer

Ma a volte penso, a volte mi fisso a rivangare su quello che abbiamo avuto e vissuto con delle macchine che sono potenti un infinitesimo dei nostri Smart TV. Soprattutto di quel piacere che avevamo, da piccoli, ad andare a casa dell’amico che aveva il NES, quello che aveva il Master System, quello con l’Amiga o col 64. E tutto questo per fare una fatidica e profonda domanda:

Ce lo facciamo un doppio?

Che fosse una Co-op a Double Dragon, una sfida all’ultimo sangue a Mortal Kombat, un “hot seat” a Formula One Grand Prix o uno split screen a Pit Stop II, tutto si riduceva al divertirsi insieme.

Ce lo facciamo un doppio?

Il retrogamer gioca in due anche ai giochi in single player. Una vita io, una vita tu a Sonic, Super Mario e perfino a Prince of Persia che di vite non ne ha. Fino a qui faccio io poi fai tu. Mi aiuti a battere il mostro? Tu gioca, io faccio la telecronaca a Road Rash poi ci scambiamo.

Tra retrogamer c’era il gusto di vedersi

Ed era bello vedersi, passare pomeriggi sempre troppo brevi giocando e ridendo. Arrabbiandoci ma riappacificandoci facendo merenda. Cambiando cartuccia, aspettando interminabili minuti il datassette a caricare o girando e cambiando floppy.

Ed il piacere era giocare in due? Il piacere era stare nella stessa stanza con i tuoi amici, avendo quel contatto unico ed inimitabile che oggi si sta perdendo. Certo è bello giocare in due ognuno sul proprio divano e vivere avventure.
Ma noi tutti sappiamo che avere il nostro amico accanto è molto, molto meglio.

Grazie per aver voluto seguirmi fino a qui.

Volete continuare oltre?

Sensible World Of Soccer, per me il Numero 1

Marco

Marco

Nato per la tecnologia... Lo scopo della sua vita è quello di possedere ogni tipo di console esistente al mondo, ma per il momento si dedica a CommodoreBlog

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

PAGE TOP
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: