Streaming a mente fredda

Stadia e lo streaming che non convince

Streaming nei videogiochi, se ne è parlato molto in questi ultimi mesi. Ma una semplice riflessione a mente fredda non è mai stata fatta. Almeno fino a pochi giorni fa, dove da interviste e prime prove la sensazione che traspare è incertezza sul  futuro. Ecco qui cari lettori di Commodoreblog.com un breve sunto.  “La nostra industria non può continuare a sviluppare giochi limitati dalle caratteristiche di una scatola (console fisica). Deve invece immaginare esperienze che vivano all’interno di un’infrastruttura. Così gli sviluppatori potranno beneficiare di strumenti che fino ad oggi non hanno avuto. Ad esempio un’intelligenza artificiale per creare nuove meccaniche di gioco e gestire interazioni più credibili, più umane”. Phil si rifiuta però di spiegare nel dettaglio il supporto che Google garantirà ai produttori. Non dice perché il modello di distribuzione dovrebbe essere più vantaggioso rispetto a Steam o Epic Games Store. Non spiega come verranno abbattuti i costi per ottimizzare i prodotti su Stadia. Soprattutto ribadisce che molte delle funzionalità più performanti non arriveranno al lancio ma “in data da destinarsi”. Invece che un assalto convinto e deciso al mondo dei videogames quella di Google è una strategia guardinga e tradizionale. Si prova a mettere un piede nel mercato sperando di accumulare un numero di utenti tale da rappresentare una massa critica.

Streaming, la prova

Oggi l’unica proposta davvero allettante per i publisher è proprio la promessa di trasformare lo spettatore in giocatore. Questo abbattendo la soglia d’ingresso e rendendo più semplice e immediato l’accesso al prodotto. Allargare il bacino di giocatori è il desiderio di chiunque sviluppi videogame. Ci sono però performance discutibili: la prova effettuata su Doom Eternal ci ha messo di fronte ad un servizio con evidenti problemi di reattività, un ritardo avvertibile nel rilevamento dei comandi ed un flusso video di qualità altalenante, troppo compresso per non sfigurare nell’era dell’altissima definizione. Questa prima esperienza è sembrata poco incoraggiante, a tratti persino irritante. Non si ha mai la piena sensazione di controllo del personaggio. Forse uno sparatutto dai ritmi accelerati non è il titolo migliore per evidenziare le qualità dello streaming. Ma ci chiediamo se lo hanno valutato il problema visto che fra Borderlands 3, Metro Exodus e Destiny 2 buona parte dell’offerta di lancio di Stadia si appoggerà proprio su questo tipo di prodotti. Posando lo sguardo su un’interfaccia poco nitida e su molti difetti di compressione del video, la prospettiva di sacrificare la meraviglia grafica delle console in nome dell’accessibilità ci sembra una scelta suicida.

Voi che ne pensate amici di Commodoreblog.com?

Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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