Lemmings, IL save em UP!

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Ciao a tutti amici di commodoreblog.com, due sere fa stavo guardando su Sky un bel documentario sui Lemmings. Simpatici topi di tundra, ma sempre topi. Sono pelosi e morbidi, comunque sempre di topi stiamo parlando! E mi sono accorto che in due ore di documentario mi sono chiesto per tutto il tempo cosa centrino questi simpatici topolini con il super famoso videogioco! Ma andiamo con ordine.

Lemmings, eccoli

Come quasi tutti gli appassionati di videogiochi sanno, Lemmings è un gioco del 1991, programmato da DMA Design e pubblicato dalla Psygnosis per Amiga. Fu subito un successo fuori da ogni immaginazione. Torno un secondo sulla prefazione prima di proseguire. I roditori in questione sono colorati come quasi tutti i topolini del mondo. Sono grigi, marroncini, al massimo hanno sfumature di questi colori.
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Non sono bianchi, coi capelli verdi e una tunica blu addosso. Cioè il gioco potevano anche chiamarlo “The grennies” per dire. Qualsiasi nome inventato andava bene. Ma allora perchè proprio i Lemmings? Probabilmente per legare la dinamica di gioco e l’ambiente in cui di svolge a qualcosa di esistente in natura.

Lemmings nel gioco

Nel gioco bisogna trarre in salvo i lemmings dai casini in cui sistematicamente andranno a cacciasi. Tutte situazione ovviamente estreme come cadere nei baratri, affogare nell’acqua o nel fango. Ma non solo, possono morire anche per morti non così facili da trovare in natura. Essi infatti possono venire bruciati, affettati, schiacciati e molto altro! In mezzo a tutto questo essere Licia Colò bisogna pensare anche di dirigerli verso l’uscita del livello in corso.

Lemmings in natura

Ma in natura questi topolini nordici sono così idioti da cercare solo di morire? Ma sicuramente no. E’ solo che i lemmings fanno meglio dei loro cugini topi una cosa, ovvero riprodursi. Vi ricordate nel gioco che cascata di adorabili creaturine coi capelli tinti che si doveva gestire? Chi di voi si è trovato col mouse in mano a urlare “Ma basta!” nel vedere il caotico brulicare di esserini camminare per lo schermo?  Lo spunto da madre natura questa volta è palese. Prendiamo ad esempio i lemming della Norvegia settentrionale. Sono uno dei pochi vertebrati che può riprodursi così rapidamente da dare origine a fluttuazioni caotiche. Vere e proprie “esplosioni” nel numero di componenti che di conseguenza si disperdono in tutte le direzioni, in cerca di cibo e sostentamento. Una specie di piaga biblica!

Scopo del gioco

Nel famosissimo videogioco i lemmings cadono da un’apertura che si forma in un punto qualsiasi del livello. Il giocatore non ha alcun controllo su questo fatto, così come non ha alcun controllo sugli elementi del paesaggio. Per condurre questa miriade di Lemmings fino all’uscita si deve giocare d’astuzia e studiare vere e proprie strategie. Si devono sfruttare le abilità che ogni lemming può imparare per fare in modo che gli altri seguano in massa una strada sicura che li condurrà al termine del livello.

La nascita “spontanea”

La nascita di questi roditori pazzi che cadono dal buco non ci è nota. Chissà se i programmatori della DMA Design si sono rifatti alle teorie degli eruditi che filosofeggiavano nel sedicesimo e diciassettesimo secolo. Queste menti elette asserivano con certezza che i lemming fossero generati spontaneamente dalle condizioni dell’aria. Questo per spiegare il numero enorme di esemplari che parevano apparire di colpo. Nel gioco la dinamica della loro apparizione iniziale è più o meno questa in effetti. Però noi players avevamo un vantaggio rispetto agli eruditi. Noi qualche informazione iniziale per fortuna la avevamo!

Informazioni basilari

Poco prima che iniziasse la sfida avevamo a che fare con una schermata informativa. Potevamo così conoscere quanti lemming entravano nel livello, quanti dovevamo salvarne per poter concluderlo e Il tempo a disposizione. Infine la notizia a volte più utile di tutte, ovvero la frequenza prestabilita del livello. Spesso questa ultima nozione era basilare. Faccio un esempio. Se l’entrata è piazzata in una posizione innocua, tipo sopra una stanza senza uscita, Potevamo fare scendere i lemmings in tranquillità e poi studiare il da farsi. La situazione cambiava radicalmente se, per esempio, c’era un burrone vicino all’ingresso. La prima cosa da fare era rallentare il più possibile la frequenza di ingresso. Tale valore però non poteva scendere sotto ad un valore prestabilito che variava sempre.

Pausa, per non finire al manicomio

La funzione che trovavo più utile di tutte era la pausa. Per evitare di uscire pazzi si poteva infatti mettere in pausa il gioco in qualsiasi istante per studiare la tattica migliore da attuare. I primi livelli sono composti da una sola schermata, ma più avanti sono composti anche da numerosi schermi in lunghezza e questo fa capire come una pianificazione attenta potesse evitare tragedie. Quante mezze ore a fissare uno schermo, a dire “Facile, a questo faccio fare lo stop, li metto uno che scava, poi questo fa quello e il gioco è fatto”. E quante volte le nostre teorie sono state puntualmente disattese dall’unico particolare che sistematicamente non avevamo analizzato!

Compiti dei lemmings

Che possono fare effettivamente questi roditori digitali? Possiamo attribuire ad alcuni lemmings una capacità speciale. Queste devono essere sfruttate per risolvere il livello. Ad esempio gli scavatori possono aprire una strada o un tunnel per i compagni, mentre i costruttori possono realizzare una scala per raggiungere punti inaccessibili in cui ci si trova obbligati ad andare. Purtroppo queste abilità non sono infinite e possono essere distribuite fra i lemmings in numero limitato.
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Il caos, anche qui

Diventa facile comprendere che basta che un lemming faccia un’azione nel luogo sbagliato per creare il caos. E questo delirio improvviso che si viene a creare difficilmente potrà essere arginato, causando la fine prematura del livello. Che succede se non do nessun comando ai lemming? Beh, nulla di che. Nella sua sconfinata intelligenza l’esserino continuerà a camminare finchè nn sbatterà contro un ostacolo cambiando direzione. Oppure, nel caso di qualche pericolo mortale, semplicemente morirà.

Falsi miti sui lemmings

Dovete sapere amici lettori che è stata credenza comune che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni. Questa vecchia teoria è stata alla base di questo aspetto del gioco. Quante volte, in preda ad istinti omicidi per aver sbagliato di nuovo sempre quel livello, abbiamo goduto nel creare una voragine e vedere i topastri volare nel vuoto e morire? Io molte! Ovviamente quella credenza popolare non ha nessun fondamento scientifico. La spiegazione è assolutamente logica: i lemming migrano in gruppi numerosi, e di conseguenza molti di loro periscono per cause accidentali oppure per la pressione degli altri individui. Anzi, pare che questa teoria del suicidio dei lemmings sia stata attuata dalla Disney! Infatti in un documentario del 1958 intitolato “Artico selvaggio” vediamo molte scene in cui i simpatici roditori sembrano buttarsi da un’alta scogliera. In realtà sono scene costruite ad arte a Manitoba, una regione del Canada.

Comanda, i lemmings obbediscono

Ma parliamo un po di come si comportano in teoria i Lemmings a cui assegniamo un comando. In sostanza esso lo eseguirà fino a quando non sarà più possibile proseguire o fino a quando muore. Vediamo quanti comandi possiamo dare ai satanici roditori del nord.
Scalatore: il lemming si arrampicherà su ogni muro che incontra.
Paracadutista: questo scenderà da ogni altezza con un paracadute e non morirà.Possiamo abbinare il comando scalatore e paracadutista. Questo tipo viene viene chiamato Atleta.
Bloccatore: il lemming si fermerà sul posto in modo permanente, impedendo ogni movimento in quella direzione.
Questi tre comandi sono del tipo permanente. Poi ne abbiamo un’altra serie che va a tempo o ad azioni.
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Esplosivo: il piccolo kamikaze si autodistruggerà dopo 5 secondi scavando il terreno intorno a lui. Esilarante il suo modo di suicidarsi: prima di esplodere grida “oh, no!” con una vocina stridula e acuta.
Costruttore: il lemming farà comparire dei gradini con cui costruirà una scala. Se ricordo bene gli scalini sono 12 e un effetto sonoro avverte il giocatore di quando stanno per terminare. Alla fine della costruzione torna a camminare.
Perforatore: il piccolo scaverà orizzontalmente attraverso un muro. Attenzione a quando ordinate questo comando: se lo date quando il lemming è lontano dalle pareti lo sprecherete.
Scavatore: qui il personaggio scaverà verticalmente attraverso il terreno.
Minatore: il lemming scaverà in diagonale attraverso il terreno.

Destruction Overdrive

Il comando che più di tutti gli altri ha fatto innamorare stuoli di videogiocatori resta l’autodistruzione. Veniva usata quando il giocatore si trova in una situazione senza uscita. Il livello era ormai compromesso e i piccoli capelloni non potevano morire ne raggiungere l’uscita. Se non si voleva aspettare che il tempo scadesse si pigiava il comando e tutti i lemmings si trasformano in esplosivi terminando così il livello. Lo si poteva usare anche se la quota minima di lemmings da salvare era stata raggiunta per far brillare quelli ancora a spasso per lo schermo.

Successo planetario

Il gioco, come detto ad inizio articolo, fu un successo mostruoso. La sua popolarità è stata tale da generare moltissime conversioni su altre piattaforme informatiche. Purtroppo come spesso accade, pur di sfruttarne il nome, fu convertito anche su macchine inferiori tecnicamente dando origine a versioni al limite dell’ingiocabile.
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Soprattutto quelle sprovviste di mouse patirono molto e la giocabilità fu ridotta da “somma” a “malapena accettabile”. In questo elenco entrano anche moderne console dell’epoca e anche postume. Spesso per cercare di aggiustare la dinamica di gioco questo fu stravolto, togliendo o modificando livelli e diminuendo il numero di lemmings sullo schermo.

Multiplayer old school

La modalità suprema, come spesso accadeva nei giochi di quegli anni, era quella multiplayer. Non quello on line. Il multiplayer da gomito a gomito, dove puoi anche pigliare a ceffoni l’amico – avversario. Lo schermo è diviso verticalmente, il leggendario split screen. Due giocatori sullo stesso tv che giocano sullo stesso scenario, che controllano lemming di due colori diversi. Lo scopo è portare alla propria uscita più lemming dell’avversario, non importa di quale colore. E il risultato finale sarà insulti e schiaffi a camionate.

Il genere divenne “save em up”

Il successo di questo titolo portò per qualche anno alla creazione di numerosi “cloni” del gioco, in cui il giocatore deve cercare di condurre un certo numero di creaturine attraverso uno scenario. Quella fu ricordata come la breve stagione dei “Save ‘em-up”.

Riflessioni al tramonto

E’ bello vedere come un bel documentario mi abbia fatto in seguito accendere il portatile, caricare il fido emulatore Amiga e caricare il mitico primo Lemmings. Anche questa volta la nostra macchina del tempo ha funzionato alla perfezione. Mi ha riportato nella cameretta, con il sole che tramontando filtrava tra le tende arancioni regalandomi una luce di altri epoche. Come di altre epoche è questo bel gioco, uno di quelli che entra di peso nella categoria “capolavori”, di quelli che non se ne fanno più. Mic the biker vi saluta dalla sua sella e vi consiglia qualche nostro articolo.

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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