MEGA65, primo obiettivo raggiunto

Ciao a tutti lettori di commodoreblog.com, il primo traguardo del progetto Mega65 è stato raggiunto. Di cosa si tratta di preciso? Cerchiamo qui di fare un attimo di luce su un progetto partito come un folle sogno e che come tutte le cose folli sta rischiando di diventare realtà.

Mega65, progetto open source

Il Mega65 è un progetto open source al 100% del fantomatico, ma mai rilasciato, Commodore 65. Attualmente è in fase di sviluppo da parte dei soci del Museum of Electronic Games and Art EV, un’istituzione senza fini di lucro. Questa associazione è dedicata alla conservazione del nostro patrimonio digitale. Per portare a compimento il progetto questa compagnia iniziò anni fa una raccolta fondi per far partire il processo. Con una miriade di campagne su Kickstarter, alcune di successo e altre non tanto, gli appassionati di retrocomputer ci pensano due volte a sostenere nuovi progetti. Non sono mancati in passato esempi di raccolta fondi mai portati alla fine, o per il non raggiungimento della quota o per lo scioglimento negli anni dei progetti che sarebbero diventati vetusti prima di uscire.

Mega65, raccolta fondi diretta

Questo è un peccato perché KS è un modo legittimo e serio per finanziare un progetto che altrimenti non vedrebbe mai la luce del giorno. Ma si sa, ora gli utenti sono più attenti. Soprattutto si fidano molto meno. Essendo uno di questi progetti, il Museum of Electronic Games & Art ha sorpreso tutti decidendo di seguire un’altra strada. Invece di utilizzare una piattaforma di crowdfunding per chiedere i tuoi soldi in cambio del computer Mega65, hanno deciso di chiedere donazioni dirette. Anzi, le hanno intelligentemente trasformate in una sorta di gioco con tanto di classifica degli high score.

Il case, la questione dei costi

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Come abbiamo visto per la storia dello ZX Spectrum Next, una delle parti più costose di qualsiasi progetto industriale è lo stampo ad iniezione per produrre le scocche. L’obiettivo stabilito è stato fissato a £ 66.000,circa 87.000 dollari americani. Sebbene in questi anni la comunità sia intervenuta con oltre £ 20.000, erano ancora a corto di 2/3 del denaro necessario. Il traguardo pareva assai lontano e i tempi si presumevano lunghi. Almeno qui non si sarebbe andati incontro all’invecchiamento del progetto visto che si tratta di un computer a 8 bit. Si, avete letto bene. In quest’epoca di realtà aumentata e di corsa alle prestazioni sempre più incredibili qualcuno ha ragionato al rovescio. Ha raccolto il testimone di un progetto mai nato per svariati motivi, lo ha rivisto e ha pensato di produrlo.

Una favola che prende vita

Come spesso accade nelle favole e nelle storie a lieto fine che ci raccontavano da bambini il team di Mega65 ha ricevuto la classica donazione dallo zio ricco. E’ arrivata un’enorme donazione unica di niente meno di £ 40.000 e in un attimo la cifra necessaria per la matrice degli stampi era quasi stata raggiunta. Questa ondata di euforia ha spinto molti appassionati a compiere la donazione delle famose 5 £ e in poche settimane la cifra è stata perfino superata: il progetto può avanzare verso un prodotto a tutti gli effetti.
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Mega65, di cosa si tratta?

 

Ma di cosa di tratta precisamente? Quali sono le caratteristiche tecniche di questo Mega65? Andiamo a fare una rapida carrellata delle medesime. Voci e numeri che ci avrebbero non solo fatto sognare nella aurea epoca 8 bit ma ci avrebbero fatti andare su un altro pianeta.
Come abbiamo visto esteticamente la macchina è identica al progetto Commodore 65. Mega65 offre ulteriori miglioramenti hardware e software rispetto al progetto iniziale, tra cui BASIC 10 e l’interfaccia utente grafica simile al MAC, il GEOS. Ha una CPU a 8 bit con istruzioni aggiuntive a 32 bit implementate in FPGA. Come l’originale C65, ha anche una modalità Commodore 64 con un livello di compatibilità simile a quello del Commodore 128 in modalità C64. Presenta HDMI e altre uscite per connessioni moderne non esistenti all’epoca.

Hardware del Mega65

A livello Hardware ci troviamo una CPU a 40MHz GS4510 single-core, nessuna diramazione, no-cache, single-scalar, no-fpu, no-smd, no-HCF, senza pipeline. Un processore 4502 a 8 bit avanzato, con Operazioni indirette ZP a 32 bit e JSR / JMP / RTS a 32 bit, spazio degli indirizzi a 28 bit, trap hypervisor veloci, memoria virtuale, virtualizzazione IO. I dati sulla velocità sono i seguenti: punteggio Synthmark64: 44,5x (C64 = 1x). Punteggio Bouldermark: 29.970 (C64 = 313). Abbiamo un controller DMA compatibile DMAgic C65. Riempie a 40 MB / sec, copia a 20 MB / sec, scambia a 10 MB / sec.
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Comparto video di prim’ordine

Il comparto video è molto interessante. Il controller video è rasterizzato avanzato VIC-IV, come VIC-II e VIC-III senza framebuffer. La risoluzione nativa è di 720×576 (clock pixel di uscita interno 81MHz e 27MHz). Supporta tutti i VIC-II nelle modalità alta risoluzione, modalità multi-colore, modalità colore di sfondo esteso, sprite. Abbiamo anche  la modalità VIC-III. Il ridimensionamento hardware orizzontale e verticale è indipendente e consente risoluzioni di testo e grafica con risoluzione nativa e fino a 60×38. Ci sono tavolozze separate a 256 colori per sprite, bitplane e grafica dei personaggi, consentendo fino a 1.024 colori sullo schermo senza cambiare la palette in tempo reale. Uscita VGA a 12 bit a 4.096 colori.

HDMI e SID

L’uscita DVI / HDMI pianificata supporterà il colore a 23 bit con ben 8,3 milioni di colori. In ultimo avremo estensioni in modalità testo che includono caratteri di larghezza proporzionale, modalità colore di sfondo super estesa e attributi estesi VIC-III standard.
Il comparto audio sarà gestito dalla bellezza di un doppio soft-SID + doppio DAC a 8 bit. Per i puristi vi sarà la possibilità di utilizzare hard-SID in una cartuccia.

Mega65, memoria da vendere

La memoria RAM sarà di 384 KB  visibile su VIC-IV, 32 KB di RAM a colori visibile su VIC-IV. 8 MB di RAM di espansione su cui stanno lavorando tuttora. I lettori di media presenti saranno un lettore di immagini del disco D81 dalla scheda SD e presto sarà disponibile il supporto del file system VFAT32 nativo. Troviamo una unità floppy da 3,5 ” con velocità di caricamento standard senza caricatore rapido di circa 20 KB al secondo. Velocità di caricamento diretta dalla scheda SD 300 – 3000 KB / secondo (1200 – 12000 blocchi al secondo), a seconda della scheda SD.

Ingressi e uscite

Le porte di ingresso sono molto complete: porte Joystick 1 e 2 nello storico standard Atari a 9 pin. Poi avremo VGA, Ethernet 10 / 100mbit, audio stereo, interfaccia di debug JTAG / USB / seriale, HDMI, porta di espansione, interfaccia unità disco esterna compatibile con le unità disco del  C64. In ingresso non mancheranno Ethernet e slot Micro SD.

Il sistema operativo del Mega65

Ci sarà un sistema operativo, ovvero  hypervisor MEGA-OS all-in-one e un sistema operativo compatibile. Saranno incluse utilities di Freeze e un commutatore di attività integrati, avrà driver del file system VFAT32 e comunicazioni tra processi. Le FGPA supportate saranno la  Nexys4DDR e sue varianti, il  PCB personalizzato MEGA65 e scheda di sviluppo TE0725. Queste schede includono un FPGA Xilinx Artix7 100T, che è un FPGA ad alte prestazioni, molto più veloce e più grande degli FPGA Spartan utilizzati in altri progetti di emulazione retrò. In tal modo le  vecchie schede Spartan FPGA non possono eseguire il core MEGA65.
Il Mega65 è completamente open-source. A differenza di altri computer basati su FPGA, si può vedere, modificare e migliorare l’implementazione.

Mega65, anche portatile

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Ma il team del Museum of Electronic Games and Art EV non si è fermato qui. Ha pensato anche ad una versione portatile del sistema! Un vero e proprio Handheld che per ora è in fase prototipale. Le caratteristiche del MegaPhone sono ancora in fase di definizione ma si parla di una periferica 4G, aggiornabile al 5G. Oltre ad un mini computer è anche uno smartphone. La durata della batteria è ottima, i numeri dicono circa 1000 ore in standby. Sarà dotata di altoparlanti integrati stereo da 2 W, e il tempo di avvio sarebbe inferiore ad un secondo.
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Considerazioni

È interessante vedere che questo modello di donazione ha effettivamente funzionato. Certo, gran parte del merito è grazie alla bontà di una sola persona che non ha problemi di soldi, ma ha comunque funzionato. Io credo che ci sarebbero riusciti a prescindere, ma ci sarebbe voluto molto più tempo. E in più l’onore di essere primo nella classifica degli stampi. A differenza delle classiche donazioni di KS, che sono associate a qualche vantaggio, la donazione Mega65 non è associata a nient’altro che una promessa di realizzare il successore del Commodore 64.
Ecco qui il link al sito ufficiale, se volete dargli un occhiata Sito ufficiale
Il fatto che la gente sia intervenuta in modo così massiccio è stato possibile solo perché il team Mega65 è riuscito a dimostrare che le sue intenzioni sono nobili, basate su un lungo lavoro svolto finora.

Mega65, inizia il difficile

Ora il dado è tratto, il folle sogno può divenire realtà. Ma con questo aumentano a dismisura le responsabilità. La parte difficile arriva proprio adesso. Già altre volte nella storia alcuni progetti interessanti si sono successivamente arenati pur avendo a disposizione la somma di danaro necessaria e spesso non per colpa dei team di lavoro che è sempre composto da persone guidate dalla passione e con grandi competenze alle spalle.
Buona fortuna al team Mega65, restiamo sintonizzati per documentare l’avanzamento di questo folle sogno. Nella speranza che un giorno potremo avere anche noi a casa un computer Mega65.
Mic the biker vi saluta e vi da appuntamento alla prossima e vi consiglia qualche nostro atricolo.
Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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