Covid-19 e Tecnologia

Ciao a tutti amici di  CommodoreBlog, il covid – 19 come ha cambiato il nostro rapporto con la tecnologia? Facciamo un punto della situazione.

Covid e tecnologia

In questo periodo “buio” di pandemia globale abbiamo scoperto come la tecnologia può venirci incontro per sostituire la maggior parte delle attività che solitamente svogliamo nella nostra routine quotidiana. A partire dallo smart working, ovvero il lavorare a casa, fino alla spesa online, che va ad ampliare il mondo dell’e-commerce. In un mondo infetto dal COVID-19, le persone hanno dovuto fare affidamento alla tecnologia per poter continuare a lavorare, a seguire le lezioni scolastiche o universitarie, fare la spesa o anche semplicemente parlare con i propri conoscenti ed amici.

Smart Working e Covid

Lo smart working in paesi come il Regno unito è già in vigore dal 2014, secondo le norme del “Flexible Working Regulation”. Questa modalità di lavoro può determinare benefici in termini di riduzione delle emissioni di agenti inquinanti nonché l’aumento della produttività dei dipendenti di un’azienda del 13%. Questi benefici sono stati studiati dall’Università di Stanford nel 2015, mentre uno studio più recente ha scoperto che si può arrivare ad ottenere una riduzione del tasso di emissione di anidride carbonica. Senza considerare un risparmi di circa 1300 euro a dipendente.

È un peccato quindi che in Italia si è dovuto ricorrere a questa modalità lavorativa solo in una situazione di emergenza. Con più lungimiranza si sarebbe potuta applicare già da anni proprio come in Regno Unito. Sicuramente nella zona delle grandi città avrebbe influito parecchio nella riduzione della tossicità dell’aria dovuta all’inquinamento dei veicoli personali in circolazione per le strade.

Mi auguro che finita questa emergenza non vada perduto tutto questo.

È-Learning e Covid

Ovviamente neanche le attività didattiche non si sono interrotte, infatti si è potuto continuare a svolgere regolarmente le lezioni tramite servizi di videoconferenza. È il caso delle scuole di ogni grado e delle università. Nel caso di queste ultime si è visto come sia possibile dare l’opportunità a studenti fuori sede di poter seguire le lezioni anche senza dover affittare una stanza nella città ove l’ateneo è situato. Certamente per quello che riguarda gli esami o le sessioni di laurea è sempre preferibile un rapporto umano reale e non dietro un monitor. Ci si potrebbe recare in sede solo per effettuare questi ultimi in modo da consentire agli studenti di dover sostenere dei costi di mantenimento inferiori. In soldoni si potrebbero pagare, oltre le tasse di iscrizione, soltanto i biglietti dei vari mezzi di spostamento per recarsi in università qualora si dovesse tenere un esame.

Discorso diverso per le scuole, dove il problema non si pone.

E-commerce

Già da anni ormai abbiamo assistito alla nascita e alla diffusione di colossi come Amazon, che ci permettono di effettuare i nostri acquisti direttamente da casa. In questo periodo anche le grandi catene di supermercati hanno dovuto adottare questo approccio. Questo per consentire di avere i locali di vendita più sgombri e di tenere a casa le persone più anziane, che sono risultate quelle più a rischio.

Contro la tecnologia

Come abbiamo visto grazie alla tecnologia e grazie ad internet siamo riusciti a colmare alcuni dei problemi che si sarebbero posti stando chiusi in casa la maggior parte del tempo. Purtroppo però nel 2020 esiste ancora gente che crea complottismi inutili. Un astio verso le cose che non si capiscono. Infatti questa volta è toccato al 5G, il nuovo metodo di comunicazione telefonica super veloce.

Alcune persone hanno iniziato a sostenere che la colpa del virus sia da attribuire alle onde emesse dalle antenne di comunicazione e ricezione delle frequenze 5G.

Ovviamente questa teoria è stata smentita da ogni scienziato che ne capisca qualcosa. Infatti è impossibile che una pandemia si diffonda attraverso onde radio. Tra l’altro si parla di frequenze già attive da anni. Infatti sono quelle sfruttate dal digitale terrestre DVB-T1, il quale abbandonerà esse per lasciare spazio al 5G. Per questo motivo nei prossimi anni dovremo munirci di ricevitore DVB-T2 (Digitale terrestre 2).

L’uomo e l’evoluzione

È quindi a mio avviso assurdo poter attaccare un qualcosa che porterà una grande evoluzione per tutti. Se nei primi anni 2000 avessimo impedito la diffusione di internet sicuramente oggi non avremmo potuto compiere molte delle azioni della nostra routine quotidiana. Basti pensare alle varie aziende che grazie allo smart working non hanno dovuto cessare le proprie attività. Se esse fossero state costrette a chiudere, ora come ora ci ritroveremmo in una crisi di gran lunga maggiore a quella che probabilmente dobbiamo già affrontare.

Conclusione

Purtroppo le persone hanno sempre paura di qualcosa di nuovo, che invece parecchie volte può servici ad evolverci e proseguire per la giusta strada verso un futuro migliore.

Ora vi saluto amici e vi lascio qualche consiglio per voi dal nostro blog.

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Alessandro Miscia

Alessandro Miscia

Appassionato di tecnologia e fotografia, mi occupo di guide, news e recensioni che riguardano il mondo tech.

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