The great Giana sisters: Mario is a punk rocker

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Ciao a tutti amici di commodoreblog.com, oggi andiamo a parlare un po del clone più famoso della storia dei videogames, quel The great Giana sisters che nel 1987 fece la sua roboante comparsa su Commodore 64. Allacciamo le cinture, la DeLorean sta scalpitando, desiderosa di tornare indietro nel tempo!

The Great Giana sisters, i ricordi

The Great Giana Sisters è un videogioco uscito nel 1987, sviluppato dalla Time Warp Production e distribuito dalla Rainbow Arts. Ma non chiedetemi il motivo, noi venimmo a conoscenza della sua esistenza solo l’anno dopo!
Era un giorno di giugno del 1988. La scuola era quasi giunta al termine e si portava appresso il suo severo fardello per il sottoscritto: le mie due belle materie da recuperare a settembre erano arrivate anche quell’anno. Già l’anno precedente avevo conosciuto la sensazione di ansia legata all’attesa di un giudizio, quel peso sullo stomaco, il pensiero rivolto al futuro, a quei mesi a venire. Cioè per un ragazzino abituato a vivere alla giornata era un mutamento mica da poco, era il primo vero passo verso il mondo dei grandi.

I dilemmi della crescita

Anche quell’anno l’emozione che provavo gli anni precedenti per la fine della scuola e l’inizio di un trittico di mesi spensierato aveva lasciato il posto a nubi oscure di preoccupazione. Come sarebbe stata quell’estate? Sicuramente avrei dovuto passare almeno un paio di ore al giorno a studiare, a recuperare. E a settembre andrà  bene? Le recriminazioni su come avrei potuto essere più sereno se solo durante l’anno avessi fatto quel poco di più erano all’ordine del giorno. Diventare grandi voleva dire tutto questo?
Per fortuna avevo al mio fianco quel manipolo di amici e il Commodore 64, la mia piccola macchina dei sogni. Quel simpatico plasticone che mi permetteva di staccare la spina ogni tanto, mi portava in qualche galassia lontana o in mondi surreali. Anche gli amici erano alle prese con i loro problemi “da grandi” ed eravamo tutti attanagliati da questioni esistenziali.

La vita della banda di zona San Paolo

La calura estiva e l’afa torinese rendeva i nostri pomeriggi lenti, quasi delle moviole esistenziali. La mattina ci si trovava presto, previa telefonata con apparecchio a rotella che spesso era lucchettato dai genitori.
Avevamo una specie di covo, un garage che dava sulla strada in Via Polonghera: a volte ci si trovava li e poi si andava a zonzo in bici o in bus, altre volte si andava a casa di qualcuno a giocare. L’arsura del primo pomeriggio era usata per studiare un paio di ore per poi uscire e andare al parchetto di Via Monfalcone: li ci stavano le amiche.

Zzap!, la bibbia e il giro dei negozi

Una mattina di Luglio mi recai al solito edicolante di fiducia in corso Peschiera a prendere lo Zzap! estivo. Numero bimestrale, luglio e agosto 1988. Corsi a casa e iniziai, dopo aver manomesso il lucchetto del telefono, a fare il giro di chiamate agli amici:” Raga, un botto di novità spettacolari. Dobbiamo fare il giro dei negozi”. Quel numero era ricchissimo e nell’arco di un paio di giorni eccoci sul 33, direzione Via Sacchi. Una volta giunti da Americans games ci siamo fiondati al cassettone delle meraviglie, quello dove stavano le cassette copiate. Leggo un nome, quel nome, The great Giana sisters e arraffo subito la copia.

The great Giana sisters, una copia in mano mia

Gli amici presero altri due giochi perchè poi ci saremmo fatti le copie l’uno con l’altro. Cavolo, Giana su Zzap! prese 96%: platform dell’anno, arcade favoloso, medaglia d’oro! E poi così avrei avuto tra le mani un Super Mario in salsa C64, per buona pace dell’unico amico Vip che aveva il NES e ci faceva sentire inferiori col suo Mario e le cartucce. Il giorno dopo nemmeno da dire, incontro a casa mia per fondere la cassetta. Ovviamente io ci giocai già alla sera perchè chi avrebbe resistito fino al mattino successivo?
Il giocatore interpreta il ruolo di Giana, una ragazza che soffre di un incubo in cui percorre 32 location zeppe di mostri alla ricerca della fine del suo brutto sogno. Boh, bizzarro nome pensai, per poi comprendere subito che fu un clamoroso “errore di sbaglio”: essa è indicata come Gianna nell’introduzione a scorrimento!
Si scoprì anni dopo che venne fatto un errore sulla grafica delle copertine, probabilmente sarebbe costato troppo rifare tutto perciò amen, lasciarono tutto così.

The great Giana sisters, powered by Mario

Il gioco è un platform arcade 2D a scorrimento laterale. Qui controlliamo appunto Giana o sua sorella Maria visto che è presente una modalità a due giocatori alternati. Bastano pochi secondi di gioco per restare a bocca aperta: il gioco non è semplicemente ispirato a Super Mario, è letteralmente un clone dello stesso. Cioè il primo livello è praticamente identico, preso i fondali, qualche modifica, nemici diversi ma è lo stesso gioco. Nello stesso punto in cui Mario piglia il fungo della crescita qui noi prendiamo una palla colorata! Giana non cresce però: essa diventa Sid Vicious! Quando è in modalità punk può rompere a testate tutte le caselle di mattoni che ci sono in giro per i livelli. Abbiamo cento secondi esatti per arrivare alla fine di ognuno di essi, se finiamo prima i secondi in avanzo diverranno punti bonus.

The great Giana sisters e i cristalli

Ogni livello contiene una serie di cristalli che danno punti quando vengono raccolti. Si guadagna una vita extra raccogliendo 100 di queste gemme. Attenzione che alcune mattonelle possono dare numerosi diamanti ma sono ben celate. Come nel più famoso e originale platform, anche qui alcune vite extra sono nascoste in giro per i livelli. E proprio come nel gioco Nintendo I nemici possono essere sconfitti saltandoci sopra o sparandogli dopo aver ottenuto dei power-up. I nemici sono diversi visto che qui siamo in un incubo bello e buono: avremo a che fare con gufi, bulbi oculari rotanti, pesci carnivori e insetti di vario tipo. Ricordo ancora lo stupore quando incontrai per la prima volta la super formica gigante!

I power up di The great Giana sisters

Il gioco, strano a dirsi, alterna location al chiar del sole ad altri sotterranei e picchiando la testa sulle mattonelle specifiche si possono ottenere svariati bonus. Si va dal singolo fulmine che ci da lo sparo singolo al doppio fulmine che ci da i proiettili che rimbalzano. Utilissimo l’orologio che blocca momentaneamente i cattivi sullo schermo e un’utilissima goccia d’acqua che ci rende immuni al fuoco. All’interno dei livelli esistono dei blocchi speciali che sono invisibili. Se vengono colpiti essi ci teletrasportano in avanti nel gioco facendoci saltare diverse location.
Prendendoli tutti e non badando a fare punti che si perderebbe del tempo si può arrivare alla fine del gioco in poco meno di sette minuti, a patto di azzeccare tutti i salti ed evitando la maggior parte dei nemici.

Le voragini a volte nascondono passaggi e stanze

Bisogna sempre fare attenzione a ciò che c’è sullo schermo, anche le trappole non sono tutte tali: molte volte le buche apparentemente senza fondo ci condurranno a stanze segrete piene zeppe di cristalli. Certo, bisogna caderci dentro per scoprirlo proprio come in Super Mario. In questa situazione ci si troverà nel 32esimo livello, quando arriveremo in un punto che pare senza possibilità di prosecuzione. Dopo che il tempo e gli eventi ci hanno portati alla morte troppe volte l’unica cosa da fare è buttarci in un buco alle nostre spalle per sbucare così nel 33esimo livello! Qui, ammazzato il drago volante di turno, si potrà finalmente accedere alla stanza contenente il super diamantone finale!

Un gioco epocale per noi!

Per noi possessori del biscottone fu un gioco incredibile, un capolavoro nel suo genere. Del resto Nintendo non concedeva la conversione di Super Mario a nessuno, all’epoca si poteva stare certi che qualcuno avrebbe fatto qualcosa!
Il gioco è stato programmato da Armin Gessert, con la grafica di Manfred Trenz. Il buon Manfred era un grafico mica da poco: nella sua carriera vanta “soltanto” lo sviluppo della serie di videogiochi Turrican e la versione Commodore 64 del gioco R-Type. Menzione a parte per il genio che sta dietro alla sezione audio, ovvero Chris Huelsbeck.

Huelsbeck, il genio dietro il SID

Nel 1986 rilasciò il programma SoundMonitor per il biscottone, inserendolo come listato da battere sulla rivista teutonica 64er. Si considera questo programma come la musa ispiratrice di tutti i music tracker che nacquero di li a qualche anno sulle macchine a 16 bit. Huelsbeck ha scritto colonne sonore per oltre 70 titoli, tra i quali appunto questa di Giana sisters e, doveroso inchino, per la serie Turrican. Ha anche creato una routine di riproduzione musicale per Amiga chiamata TFMX. Questo acronimo signicifa “The Final Musicsystem eXtended”, e presenta caratteristiche più orientate alla musica rispetto ad altri soundtrackers, come i pitch bend logaritmici, le macro sonore e i tempi individuali per ogni traccia.
Wikipedia riporta che le musiche da Apidya, Turrican 2, Turrican 3 e The Great Giana Sisters sono state eseguite dal vivo alla serie Symphonic Game Music Concert di Lipsia tra il 2003 e il 2007. Il 23 agosto 2008 la sua musica è stata eseguita al Symphonic Shades, un concerto dedicato esclusivamente al suo lavoro. Una vera leggenda!
Il gioco è veramente divertente e il passo da medaglia d’oro a leggenda è stato breve. Per questo bisogna ringraziare soprattutto Nintendo e la sua politica. Infatti la sua somiglianza quasi gemellare con Super Mario suscitò in quegli anni una questione di immagine passata alla storia.

Mario is a punk rocker

Great Giana Sisters resta il caso più emblematico di “scopiazzatura” videoludica degli anni ottanta e forse della storia. Mario e Luigi sono stati rimpiazzati con il modello Punk Gian(n)a e Maria, i livelli sono pressoché identici. Mancano dei sottolivelli bonus rispetto all’originale Nintendo ma sono dettagli: molte persone non conoscono ancora oggi tutti questi livelli dell’originale.
Ancora oggi circolano diverse leggende metropolitane sulla ragione per cui venne tolto dal commercio. La più famosa è che Nintendo avviò una causa per violazione del copyright contro Time Warp Productions e Rainbow Arts a causa di somiglianze con il suo nuovo (all’epoca) gioco. Il punto cardine è che The great Giana sisters riprendeva quasi alla lettera Super Mario Bros. Ne copiava lo stile grafico, la struttura di alcuni livelli era veramente identica e persino la posizione delle scritte sopra la schermata.

Nintendo e The great Giana sisters

Nintendo non poteva far finta di niente e fece in modo che la vita commerciale di questo titolo fosse molto breve. Era, ed è tuttora, una politica commerciale tipica della casa nipponica: influenzare direttamente il ritiro di un titolo o di una serie di essi dalla vendita. Del resto la società lo aveva già fatto con altri giochi e, come sappiamo tutti, il vizio non lo ha perso.
Tutto questo gran marasma che si era andato a creare unito alla somiglianza immediata con il platform dell’idraulico baffuto ha assicurato al gioco delle sorelle punk la visibilità a livello globale. Nintendo esortò i creatori di The great Giana sisters a ritirare il gioco dal mercato, sostenendo che si trattava di un’ovvia violazione del copyright. Ma il dado era stato tratto, il Rubicone passato e non si potè tornare più indietro, non del tutto. Time Warp Productions e Rainbow Arts interruppero immediatamente la produzione del gioco ma lo stesso era ormai saldamente presente nel mercato underground dell’epoca. Ormai le copie erano state fatte, Giana e sorella si assicurarono un posto di rilievo nella bacheca di ogni videogiocatore dell’epoca. L’altro lato della medaglie è che la rarità del gioco ha portato le sue copie originali a diventare oggetto di collezione.
Al suo rilascio, The great Giana sisters ha ricevuto elogi e consensi dalla critica dalle riviste di gioco di tutta Europa. Allego con piacere la bellissima recensione di Zzap! presente nel numero 25 di Luglio – Agosto 1988.
Si evince anche qui il dibattito interno alla redazione sulla questione, con redattori entusiasti ed altri che puntarono severamente il dito contro il gioco. Tutto quello che avvenne in seguito non fece altro che portare il titolo ad un livello quasi leggendario, assolutamente da possedere.

Riflessioni del Biker

Personalmente ricordo ancora l’emozione che mi fece provare questo gioco, questo Super Mario in salsa sessantaquattrina, con la schermata grafica orribile ma la sua giocabilità e la bellezza in game.
Certo, controllare Mario era forse più semplice perchè il salto era gestito da pulsante mentre noi usavamo la manopola del Joystick ma ci si faceva la mano. In quegli anni The great Giana sisters non aveva praticamente concorrenti e ciò lo rese un “must have”. Nintendo non ha mai voluto cedere i diritti per una conversione ma qualcuno ce l’ha fatta in casa per noi, e lo ha fatto bello, divertente, accattivante e longevo. In più noi commodoriani abbiamo avuto dalla nostra anche qualcosa di più della controparte nipponica, ovvero una colonna sonora che loro si potevano solo sognare! Negli anni successivi il gioco ha guadagnato un forte seguito di appassionati e sono state molte le riedizioni che ne mantengono il concept e la grafica originale. Mario avrà pure i baffi e, come si intende dalle mie parti, “Se sei uno coi baffi sei uno che ne sa”, ma Giana senza una N, pur senza mustacchi, la storia l’ha scritta anche lei.
Ora vi saluto cari lettori, Mic the Biker vi da appuntamento al prossimo articolo e vi lascia qualche consiglio da leggere dal nostro blog.
Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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