Rainbow Islands, dal Cab all’Amiga

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Ciao a tutti amici di commodoreblog.com, oggi Mic the Biker vi carica sulla DeLorean, destinazione 1987, arcobaleni al posto delle ruote e si parla di rainbow Islands, un platform che non ha bisogno di presentazioni.

Rainbow Islands, dalle bolle agli arcobaleni

Rainbow Islands – The Story of Bubble Bobble 2 è un videogioco arcade rilasciato dalla Taito nel 1987, un anno dopo il sommo Bubble Bobble di cui abbiamo parlato QUI, in questo sontuoso articolo. In questo seguito del leggendario gioco dei draghi sputa bolle, uno o due giocatori impersonificano Bub e Bob, tornati alla loro forma umana dopo il loro successo in Bubble Bobble. Ricordo perfettamente la sorpresa di quel pomeriggio alla play time di Torino.

Memorie di un ragazzino

Un sabato pomeriggio come tanti altri, coi nostri giri di rito tra Rinascente, negozi di videogames e sala giochi. Mentre stavamo facendo il sopralluogo di perlustrazione dei cabinati l’occhio mi cade su una piccola scritta che recitava “The story of Bubble Bobble 2”: quando alzai di poco lo sguardo vidi anche il titolo, ma per me in quel momento era totalmente indifferente. Corsi a cambiare in gettoni quelle poche migliaia di mila lire che avevo in tasca e mi lanciai subito sul coin op, trascinandomi dietro uno degli amici di turno.

Rainbow Islands e la NON cooperative Mode

Ricordo come fosse adesso la corsa a perdifiato per le scale che portavano al piano terra, dove c’era la cassa, e successiva risalita: non potevo trovare il cabinato occupato, sarei potuto diventare rissoso. Inseriti i due gettoni la prima sorpresa mi spiazzo di brutto: non esisteva una modalità cooperativa a due giocatori. La vena si chiuse per un attimo e una sensazione di odio mista a Hulk Hogan che si strappa la maglia mi assalì.
Ma che sono diventati scemi quelli di Taito? La modalità regina del Bubble qui non c’è!!
Cioè fatemi capire: abbiamo il duro compito di salvare le Rainbow Islands dalle grinfie di un sacco di cattivoni che le hanno invase durante la loro assenza e i giocatori devono ora “alternarsi”? Il giocatore uno come Bubby, maglietta verde, e il giocatore 2 come Bobby,maglietta blu. Guarda caso lo stesso schema di colori del primo gioco!
Fu uno shock incredibile, una delle cause che scatenarono in me la ricerca di una birra nei dintorni.

Un arcade pazzesco.. e la conversione non da meno!

Un giocone che su Amiga era spiaccicato alla versione da sala, a parte la palette grafica che contava meno colori dell’originale ma il lavoro fatto è così pazzesco da non notarsi nemmeno. Proprio questa conversione portò nell’olimpo mister Andy Braybrook, programmatore della Graftgold e autore tra l’altro anche di Fire and Ice di cui abbiamo parlato Qui. Il gioco è ambientato su una catena di dieci isole.. ah no, aspettate un secondo. I primi sette livelli sono quelli normalmente accessibili, mentre i restanti tre sono le isole segrete alle quali si può accedere soltanto avendo raccolto tutti e sette i diamanti.

Rainbow Islands, un arcobaleno di platform

Ma procediamo con ordine, andremo a vedere dopo questo aspetto. Ognuna di esse ha un tema diverso: ogni isola offre quattro round di gioco che una volta finiti portano il giocatore sull’isola successiva. E’ un platform coi fiocchi ragazzi, in ogni round bisogna arrivare in cima prima che il livello del mare sotto di noi si alzi e ci faccia fuori. Ovviamente le isole diventano sempre più difficili e i nemici si muovono molto più velocemente. Il gioco è uno spettacolo per gli occhi, forte del suo processore Motorola 68000 e di una grafica super. Ma andiamo a vedere un attimo le isole un po più nel dettaglio.

Rainbow Islands, le sue sette Isole…

Insect Island: è verde ed erbosa, con tanti animaletti quali coccinelle, ragni, bruchi e corvi come nemici. Il Boss è un ragno gigante che usa le ragnatele come arma d’attacco.
Combat Island: nessun animale bizzarro, stavolta Bub e Bob sono accolti da carri armati, cannoni e autocarri. Il Boss è un elicottero che sgancia bombe letali.
Monster Island: spettacolare amici, qui ci troviamo un’isola cimitero popolata da scheletri animati, spettri, vampiri e altri mostri. Per un amante dell’horror come me era un tripudio. Il Boss è un vampiro gigante che ci lancia addosso sciami di pipistrelli.
Toy Island: il livello è un flash per gli occhi, un caleidoscopio su monitor e i nemici sono palle di gomma, marionette, letali pistole ad acqua e bambole. Il Boss è una grossa bambola dall’aspetto di pagliaccio, un mix tra Ciaki e Pennywise.
Doh Island: adorazione allo stato brado! Questa isola è un omaggio ad Arkanoid, celebre gioco Taito. La musica e gli effetti sonori sono ripresi da esso così come i nemici. Ritroveremo gli amati solidi geometrici che rimbalzano qua e là. Tocco di classe: in caso di game over il jingle di Arkanoid sostituirà quello del gioco. Il Boss non può che essere il Doh, la testa cicciona che era il boss finale di Arkanoid.
Robot Island: eccoci in una specie di fabbrica di robot in cui oltre a vari tipi dei medesimi si dovranno affrontare viti, bulloni e chiavi inglesi. Il Boss è un grosso robot che ci spara i pugni nella più tipica tradizione nipponica.
Dragon Island: poteva mancare un mondo tipicamente fantasy? Certo che no, allora ecco un’isola popolata da armature, spade magiche, fantasmi, ciclopi e strane creature. Il Boss è ovviamente un drago volante che sputa fuoco.
Probabilmente in fase di programmazione a qualcuno si accese la lampadina realizzando la Doh Island: l’idea assolutamente geniale di realizzare un tributo ad un gioco storico del passato fu esteso alle alle tre isole bonus.
Infatti ognuna delle isole segrete è un omaggio a un precedente videogioco Taito, sia nella grafica sia negli sprite dei nemici e nelle musiche. Andiamo a vedere i temi dominanti delle medesime.

… e le tre isole segrete!

Magical Island: ecco un omaggio a Fairyland Story, un vecchio platform del 1984 poco conosciuto da queste parti. La struttura dei livelli era una specie di Bubble ed aveva una maghetta come protagonista. Il Boss è il demone che appariva in Fairyland Story allo scadere del tempo, ovviamente in forma gigante.
Darius Island: questa location non ha bisogno di presentazione. Essa è un omaggio allo sparatutto Darius del 1986. I nemici sono sradicati da quel gioco in tutto e per tutto: essi hanno mantenuto il loro design originale, non sono stati modificati in nulla. Il Boss è il mitico Electric Fan, uno dei più iconici boss del gioco.
Bubble Island: la terza isola segreta non poteva non essere un omaggio a Bubble Bobble. In questo livello troveremo anche le leggendarie bolle da usare assieme agli arcobaleni per risalire. Il Boss è un gigantesco drago con armatura che riprende le fattezze dei due protagonisti del platform. Una volta sconfitto una prima volta diventa un gigantesco Skel-Monsta, l’odioso Monsta che appare in Bubble Bobble quando non rispettiamo il limite di tempo.

L’arsenale di Rainbow Islands

Andiamo a vedere cosa abbiamo nel nostro arsenale per procedere nella riconquista delle isole arcobaleno. Bub e Bob sono armati con l’abilità di creare arcobaleni, i quali possono fungere sia da arma che da piattaforma. Lanciare arcobaleni danneggia i nemici e ci fa prendere qualsiasi oggetto con cui entrano in contatto. Quando saltiamo sopra ad essi cadono, colpendo tutti i nemici intrappolati e regalandoci gli agognati bonus e power up. La raccolta di questi ultimi aumenta la velocità del giocatore, la velocità degli arcobaleni e quanti ne vengono generati, riprendendo il concetto delle tre caramelle di draghettosa memoria. Troviamo anche qui le scarpe che consentono di muoversi più velocemente e il power up di invulnerabilità temporanea.

Gli arcobaleni come attacco…

Imparare ad usare al meglio gli arcobaleni in fase offensiva è basilare in questo gioco. Si possono, come accennato prima, usare per Colpire direttamente i nemici. Oppure si possono generare in modo da imprigionarli sotto di essi e saltarci sopra per farli crollare e schiacciare così il nemico. Molto interessante la possibilità di creare una catena di arcobaleni e saltare sopra ad uno di essi, generando una cascata che provoca il crollo degli altri. Così facendo si schiacciano tutti i nemici che si dovessero trovare sotto di essi. Sullo schermo non possono essere presenti più di 8 arcobaleni per volta.Questa strategia è importante ai fini del punteggio: i 1.000 punti dati da un nemico schiacciato da un arcobaleno vengono raddoppiati per ogni nemico eliminato contemporaneamente da un gruppo di arcobaleni. La matematica ci viene in soccorso: il primo nemico darà 1.000 punti, il secondo 2.000, il terzo 4.000 e così via. Ogni nemico eliminato dopo quello da 64.000 punti elargirà 100.000 punti. Inutile dire che è veramente difficile fare certi numeri, l’abilità richiesta è notevole.

… E gli arcobaleni come aiuto

Gli arcobaleni possono essere utilizzati non solo come attacco ma come vero e proprio accessorio. Si possono usare per raccogliere bonus, basta colpirli. Ma il loro utilizzo principale non offensivo è quello di usarli come scale, prima creandoli e poi camminandoci sopra. Sono comunque utili anche come scudo per proiettili sparati da alcuni nemici. Una cosa che ho imparato giocando è che c’è sempre un buon motivo per sparare arcobaleni, anche in zone apparentemente inutili dello schermo. Così facendo si possono far apparire i bonus invisibili sparsi in giro per i livelli!

Hurry up & nemici arrabbiati

Se i giocatori impiegano troppo tempo in un livello, l’acqua inizierà a salire dal fondo e farà annegare il player se salirà sopra la linea di respirazione.
I nemici non mancano, come visto prima ogni isola ha le sue particolarità. Ma, come in Bubble Bobble, i cattivi sono accomunati da una caratteristica: essi si arrabbiano! Un nemico arrabbiato diventa rosso e molto più rapido. I nemici diventano arrabbiati  quando restano troppo a lungo su schermo, quando rimangono troppo tempo intrappolati sotto un arcobaleno e alla comparsa del messaggio Hurry! Come nel predecessore alla comparsa di questo messaggio tutti i nemici diventano automaticamente arrabbiati.

Rainbow Islands, quanti finali?

Come in Bubble Bobble, il gioco ha finali multipli. Ovviamente il modo scrauso è quello che quasi tutti sono riusciti ad ottenere perchè per sbloccare gli altri finali ci vuole la camicia di forza. Innanzitutto bisogna trovare e completare le tre isole segrete. In molte delle conversioni casalinghe mancano totalmente le isole segrete a causa dei vincoli contrattuali e all’inevitabile lievitare di dischetti che ne deriverebbe. Ma noi siamo dei rambo da sala giochi e non ci arrendiamo mica? Aggrediamo il cabinato e costringiamolo a parlare! Queste isole non escono allo scoperto finché non vengono raccolti tutti i 7 grandi diamanti.

La questione dei diamanti

Come in un perverso flow chart per ottenere un grande diamante si devono collezionare sette  diamanti piccoli. Questi sono prendibili sulle isole di base e hanno colore diverso. Come ottenere queste piccole gemme col colore di cui abbiamo bisogno è spesso dovuto al fattore culo: il colore dipende da dove atterrano i nemici caduti. In qualche modo possiamo determinare quale colore del diamante cadrà ma in mezzo al casino dei livelli il culo resta l’ingrediente base. Cerchiamo di capire la dinamica.

I sette diamanti di Rainbow Islands

Lo schermo pare sia diviso in zone, ovviamente non visibili. Se noi abbiamo memorizzato dei limiti per le zone possiamo scegliere di che colore far apparire la gemma. Perchè è utile sapere tutto questo? Ecco spiegato il motivo: se si riescono a raccogliere i sette diamanti nel corretto ordine di colori, nella stanza del boss apparirà una porta che permetterà di non combattere. L’ordine è il seguente: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e viola. Ma ancora più spettacolare questa porta ci condurrà a una stanza segreta in cui attende un bonus enorme il cui effetto sul giocatore sarà permanente fino al termine della partita, anziché essere a tempo.

Le iscrizioni, come nel suo predecessore

Facciamo poi attenzione al muro della stanza segreta: qui sono scritti dei codici. Essi vanno inseriti prima di iniziare una partita usando la combinazione di movimenti del joystick e pressione dei pulsanti. Come dite? Si avete ragione, come in Bubble Bobble, solo che qui ce ne sono decisamente di più. E so anche che siete dei lettori curiosi perciò ve li riporto. Corsa Veloce Permanente: Sparo, Sinistra, Destra, Sparo, Salto, Start, Sparo, Salto. Doppio Arcobaleno Permanente: Destra, Salto, Start, Sparo, Salto, Start, Sparo, Destra. Arcobaleno Veloce Permanente: 3 volte Start, 2 Sinistra, 2 Destra, Start. Il Suggerimento A, L’Enigma della Porta d’Argento: Sparo, Salto, Sparo, Salto, sparo, Salto, Destra, Start. Suggerimento B, Il segreto dei Grandi Diamanti: Sinistra, Salto, Sinistra, Start, Sinistra, Sparo, Sinistra, Start. Suggerimento C, L’Enigma dei 3 Specchi: Start, Salto, Sparo, Sinistra, Destra, Salto, Start, Destra. Continua Dopo la Quinta Isola: Sinistra, Sparo, Start, Salto, Destra, Sinistra, Salto, Sinistra. Tutti gli Oggetti Nascosti sono Borse di Denaro: 2 volte Destra, 2 Sinistra, 2 Sparo, Salto, Start. Entrambi i Due Precedenti: 4 volte Destra, Start, Sparo, Start, Salto. 10 Milioni di Punti: Start, Destra, Sparo, Salto, Start, Sinistra, Start, Sparo.
Anche le versione casalinghe hanno integrato alcune sfiziose combinazioni e trucchetti molto comodi che troverete qui a  Questo LINK cheat mode x Amiga.

Diamanti grandi e isole segrete

Al netto di queste chicche rieccoci a fare i gioiellieri e parlare di diamanti. Raccogliendo tutti i piccoli non in ordine una volta sconfitto il boss e apparso il forziere da quest’ultimo uscirà un diamante gigante. Eliminando ogni boss e raccogliendo i sette diamanti giganti ecco sbloccare le tre isole segrete! Ovviamente anche sulle tre isole sarà possibile raccogliere i diamanti piccoli. E anche in esse queste gemme ci regaleranno un qualcosa di veramente speciale. Se completeremo con successo il livello, al termine di ciascuna isola apparirà uno specchio magico. I tre specchi sono di diverso materiale, rispettivamente di bronzo, argento e oro e servono per poter accedere al vero finale del gioco. Esistono differenti finali possibili a seconda del raggiungimento di diversi obiettivi, come abbiamo letto in precedenza. Andiamo perciò a vederli nel dettaglio.

Introduzione ai finali: quello scarso

Il più classico dei classici è il Finale della mutua. In questo caso non sono stati raccolti tutti i diamanti giganti. Il gioco termina dopo il boss della settima isola. Dopo un frettoloso messaggio di congratulazioni vediamo il personaggio seduto su una montagna di bonus. Ma in tempo zero appare un messaggio: CONGRATULATIONS! THE ADVENTURE ON THE RAINBOW ISLANDS IS OVER! AND YOU HAVE SUCCEEDED IN GETTING A LOT OF TREASURES! THE PURPOSE HAS BEEN ACCOMPLISHED. BUT JUST THEN, THE HEAP OF TREASURES BEGINS TO BREAK DOWN! “WHAT’S THIS?” IT IS A LETTER FROM THE PEOPLE IN THE RAINBOW ISLANDS ASKING FOR HELP! WE WERE CAPTURED BY “THE BOSS OF SHADOW” WHO TURNED MANY PEOPLE INTO THE BUBBLE DRAGONS! IF YOU GET THE 7 BIG DIAMONDS OF THE 7 ISLANDS, THE SECRET ISLANDS WILL COME UP TO THE SURFACE!! HE LIVES IN THERE!! PLEASE! PLEASE! HELP!! Praticamente ti viene detto, come a scuola, che il ragazzo è in gamba ma non si applica e devi rifare tutto da capo.

Il finale così così

Alchè ci mettiamo li, madonne da un lato e calendario dall’altro, e ci riproviamo. Tutto per arrivare al finale pacco, ovvero quando si sono presi tutti i diamanti giganti ma non tutti i tre specchi.
Una volta sconfitto il boss finale i prigionieri possono essere liberati si lamentano per non poter riacquistare la loro forma umana. In questo caso il messaggio sarà: THE JAILS HAVE BEEN OPENED! “THANK YOU VERY MUCH! BUT… WE ARE STILL BUBBLE DRAGONS YET.” “TO RETURN US TO HUMAN FORM, IT IS NECESSARY TO GET 3 MAGICAL MIRRORS… SO WE HEARD! “PLEASE FIND THE 7 LITTLE DIAMONDS TO GET THE MIRRORS OF THE SECRET ISLANDS!”. Bene, dopo esserci rimasti malissimo come quando a scuola credevi di sapere ma “potevi fare di più”, le strade sono due: o si sputa sul monitor e si spegne tutto oppure si va in chiesa a chiedere la scomunica e si riparte per la terza volta.

E il finale figo

Tutto questo solo per ottenere il finale figo, arraffando diamanti e specchi. Qui, sconfitto il boss finale e liberati i suoi prigionieri, la luce dei sette diamanti riflessa negli specchi trasforma tutti i draghi in esseri umani e si capisce che ce la abbiamo fatta. Ed ecco la frase celeberrima: THE BOSS OF SHADOW, “SUPER SKULL MONSTA” WAS RUINED! SO, THE FINAL WAR WAS OVER! IT GOES WITHOUT SAYING THAT HE INTENDED TO TURN THEM INTO HIS FOLLOWERS TAKING A LONG TIME. BUT, THE BLACK MAGIC OF “BUBBLE DRAGON” HAS PERISHED NOW! THANK YOU VERY MUCH, BUBBY!! AT LAST, THE PEACE CAME BACK TO THIS WORLD THANKS TO YOUR BRAVE ACT!! WE SHALL NEVER FORGET YOUR ACHIEVEMENT FOREVER, THANK YOU!!!

Rainow Islands, extra version

Per la serie quando i platform erano una cosa seria e Taito ne sapeva più di tutti. La parola capolavoro calza stretta a questo titolo.
Nel 1988 la Taito ha prodotto Rainbow Islands Extra Version. SI trattava di una versione mescolata del gioco. Qui le varie isole non ospitano più le loro tipologie usuali di nemici, essi sono variati quasi tutti, compresi quelli delle isole segrete, ad esempio in Insect Island ci sono i nemici di Darius Island. Anche la difficoltà è variata, essa è leggermente aumentata. Alla fine la versione extra ha la stessa struttura di gioco, ma i livelli e i boss appaiono in un ordine differente.

Considerazioni del Biker

Rainbow Islands è considerato una delle migliori conversioni da coin-op per Amiga e addirittura fu eletto miglior gioco mai creato per Amiga dalla rivista Amiga Power. Un gioco che se proprio devo cercare un piccolo ma inevitabile neo è l’assenza di una modalità a due giocatori vera. Ma del resto era impossibile gestire al meglio due players insieme con dei livelli non statici. Un gioco che rimase lassù, in cima alle preferenze di tutti per molto, moltissimo tempo. L’unico ad averlo spodestato è stato sua maestà Sensible Soccer, ma questa è un’altra storia.
Mic the biker vi saluta e vi da appuntamento al prossimo articolo. Ora qualche sfiziosa lettura per voi direttamente dal nostro blog.
Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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