Il futuro è tornato

Realtà aumentata e VR, non solo gaming.

Ciao amici di Commodoreblog.com, oggi voglio parlare un po’ di VR e Realtà aumentata. Voi mi direte ottima idea è una tecnologia che per il gaming sta lentamente entrando nel nostro mondo. Non solo ci aggiunge il sottoscritto: questa sarà la nuova frontiera anche per l’automotive (e non solo immagino).

Erano i primi anni 90

Ma partiamo con ordine. La prima volta che sentii parlare di realtà virtuale fu agli inizi degli anni 90. Si iniziò a parlare di questo ambiente simulato dove tramite l’utilizzo di uno speciale casco ci si trovava immersi in un mondo digitale nel quale muoversi. Poco dopo arrivarono anche delle periferiche per interazione, come degli stick o nei casi più estremi veri e propri guanti.

Ma come era inizialmente?

Ma una volta indossato il kit VR cosa si vedeva realmente? Si veniva immersi in un ambiente 3D ricco di spigoli e poligoni relativamente semplici.. Ma se pensiamo a quello che ci facevano vedere pc e console sullo schermo il risultato era incredibile!!!
Cioè in quel periodo la cosa più incredibile che c’era in circolazione era il fantomatico power glove (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Power_Glove) e non era esattamente come immergersi in un mondo alternativo.

Hollywood, col film “Il Tagliaerbe” portò alla ribalta la VR

C’era molto fermento intorno a tutto questo e come spesso capita il VR fu portato alla ribalta grazie ad una pellicola del 1992: il tagliaerbe (The lawnmower man – per i dettagli della pellicola cliccare il link https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_tagliaerbe).
Ma come per tutte le tecnologie acerbe i costi per poterne usufruire erano esagerati e pian piano la realtà virtuale finí in fondo ad un baule, una sorta di ricordo lontano. Si sa però che il progresso non conosce soste, non ancora per lo meno… Gli anni passavano e la tecnologia faceva passi da gigante. Quella tecnologia inventata dal signor Jaron Lanier iniziò ad avere di nuovo un senso e soprattutto un costo abbordabile.

Il ritorno grazie agli smartphone!

Una grossa mano la hanno data i moderni smartphone, oggetti che sono entrati ormai nella vita di tutti i giorni. Questi apparecchi, che fanno ormai di tutto (forse la cosa che fanno peggio è proprio telefonare), hanno fatto balenare l’idea ad alcune case sviluppatrici: inventare un casco indossabile in cui la parte visiva è dedicata allo smartphone!
Le moderne console hanno completato la resurrezione di quell’idea così rivoluzionaria.
In commercio oltre a queste soluzioni entry level si trovano prodotti più prestanti che si prestano all’utilizzo in campi diversi da quelli ludici.

Espansione della VR in altri campi

Lavorando nel settore automotive posso riportare la mia esperienza diretta: un nuovo modo di progettare, impostare e visualizzare!!
Già da anni l’avvento del 3D nella disegnazione è una realtà, il passo seguente si chiama immersive advanced engineering.
Entriamo nel dettaglio: un enorme ambiente completamente scuro disseminato di sensori, telecamere e un enorme parete LCD di oltre 4 metri per circa 2.5 di altezza. Il cuore di questo ambiente è composto da 3 pc e una vera e propria regia. Un pc fa da master, gli altri sono due slave. Sul banco di regia troviamo un monitor 4k per la visualizzazione master e due monitor HD x gli altri due.

VR applicato all’automotive

Tastiere e mouse dedicati e uno schermo touch per la gestione della sala. Su questo schermo touch si può regolare tutto: sezione video, audio, illuminazione led dell’ambiente e via discorrendo. Si può assegnare cosa visualizzare sulla parete LCD, se si vuole solo la sorgente master, solo una slave o entrambe le slave affiancate. Nella sala ci sono anche postazioni per connettere eventuali portatili e si possono gestire dalla console.
In questo ambiente troviamo una decina di occhiali 3d e Realtà aumentata e due veri e propri visori.

Prima parliamo degli occhiali a realtà aumentata.

Iniziamo dalla parte dedicata agli occhiali. Una persona indosserà il paio con i sensori in modo da poter essere rilevato, gli altri partecipanti metteranno gli occhiali “normali”. In questa modalità il master comanda la visione usando i due pc slave per creare con uno l’immagine destra e con l’altro quella sinistra. In tal modo sulla parete LCD viene proiettato un ambiente di lavoro. Abilitando da console la modalità 3d e i fissando gli occhiali ci si trova catapultati dentro la nostra linea automotive. Colui che indossa gli occhiali con sensori avrà anche a disposizione un controller col quale muoversi nelle tre direzioni ed effettuare le più varie operazioni, come nascondere delle parti, entrare in dettagli altrimenti impossibili da vedere e via discorrendo. La platea seguirà le operazioni passivamente ma in una maniera completamente immersiva. Un capolavoro!!!

Con l’ausilio del VR il risultato è pazzesco!

Ma ancor più sconcertante la sezione inerente ai due visori VR. Per prima cosa si deve passare in una modalità diversa, dove il pc master slega i due slave in modo che ognuno gestisca un singolo visore. Ed ecco qui l’utilità di poter visualizzare su parete LCD i due pc affiancati. In questo caso chi è in cabina di regia o in sala vede cosa stanno vedendo i due progettisti armati di visore.
È incredibile… Indossato il casco si perde assolutamente la concezione della posizione. Camminando ci si muove per lo spazio virtuale. Se ci si avvicina troppo ad una parete verrà visualizzata una griglia per farci evitare di andare a sbattere. In caso di linee particolarmente lunghe (in automotive puoi avere linee anche di 150 metri) c’è il comando jump che ci permette da fermi di spostarci in una zona e poi da lì camminare ed entrare nel dettaglio.

Le potenzialità? Quasi immense!

Le possibilità sono immense. Posso spostare ogni singola parte a seconda delle mie esigenze: vedo che un robot è più utile due metri più in là? Con il joy dei comandi manuali prendo, lo sollevo e lo sposto. Posso misurare le distanze, avere una reale idea se rischio di urtare qualcosa durante i movimenti di lavoro.
Possibilità di operare in due ambienti separati, due progetti diversi (uno per visore) e il tutto visualizzato su parete LCD da regia e supervisore. Siamo agli inizi ma questo passo ha la stessa importanza di quando a metà anni 90 iniziò la sostituzione dei tecnigrafi con i personal computer: tutto ebbe inizio con le sale pc dotate di sistemi sun microsystems e poi con la progressiva installazione di pc e reti.
E pensare che tutto, anni e anni fa, era iniziato quasi per gioco!

Spero che abbiate trovato interessante questo lungo articolo! Ecco qui qualche altro consiglio!

https://www.commodoreblog.com/2019/01/19/john-sinclair-rocket-ball-commodore-64/

https://www.commodoreblog.com/2018/11/15/arcade-story-champion-wrestler/

Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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