Burger Time

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Cari amici di commodoreblog.com oggi parliamo di Burger Time, il famosissimo Arcade Game uscito in giappone nel 1982 a cura della Data East e poi convertito negli anni seguenti su molte piattaforme domestiche.
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Mic & Burger Time

Burger Time, un po’ di storia

Poteva forse non essere un successo planetario un gioco dove si devono creare dei succosi panini con Hamburger? Ma non come i “cooking games” che vanno di moda sui cellulari in questi anni. In questo leggendario gioco guidiamo lo chef “Peter Pepper”, il quale deve far precipitare su dei vassoi, camminandovi sopra, gli strati che compongono vari hamburger. Avete capito di che gioco si tratta? Burger Time vide la luce nel lontano 1982 per le sale giochi sfruttando il pionieristico DECO cassette system.

DECO cassette system

Di cosa si trattava? Il DECO Cassette System fu introdotto nel 1980 da Data East ed è stato uno dei primi sistemi arcade standardizzati che consente al gestore della sala giochi di cambiare il gioco eseguito all’interno del cabinato arcade.

Il gestore acquistava la cabina arcade, mentre i giochi erano disponibili su cassette audio. Il proprietario inseriva una cassetta e un codice di protezione nella macchina. Quando la macchina veniva accesa, il programma nel nastro viene copiato nel chip della RAM. Dopo un caricamento di circa tre minuti il gioco può essere giocato liberamente fino a quando il sistema non viene riavviato. Per quegli anni era un sistema rivoluzionario, ma i proprietari del sistema si lamentavano per l’inaffidabilità delle cassette. Queste si potevano smagnetizzare facilmente ed avevano tempi medi di caricamento considerati lunghi.

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Lancio Mondiale

Diciamo che queste condizioni sarebbero state il paradiso per noi possessori di home computer: solitamente i nostri caricamenti sfioravano il biblico e praticamente sempre l’errore di caricamento si aveva negli ultimi 7 secondi. Comunque In Giappone il gioco fu dapprima intitolato Hamburger, ma fu poi rinominato Burger Time prima di essere introdotto negli USA. Negli Stati Uniti, la Data East USA autorizzò la Bally Midway alla distribuzione di Burger Time in versione non basata sul DECO. Le due versioni del gioco possono essere riconosciute dal nome del produttore nei titoli di presentazione sullo schermo.

Burger Time, il gioco

La meccanica di gioco era, come tipico dei giochi dell’epoca, semplice quanto divertente: si deve far cadere su dei vassoi, camminandovi sopra, gli strati che compongono vari hamburger. Il tutto evitando nel contempo i personaggi che gli danno la caccia all’interno del sistema di piattaforme collegate da scale. Lo scopo del giocatore è di ultimare gli hamburger tramite il controllo dello chef, che dovrà camminare al di sopra degli ingredienti. Questi sono pane, carne tritata, pomodori, lattuga e formaggio.

Dinamica da platform

Gli strati sono sistemati verticalmente, cosicché possano cadere direttamente l’uno sull’altro. Quando il giocatore ha calpestato l’intero strato, questi precipita al piano sottostante. Se quest’ultimo è occupato da un altro strato, questi a sua volta cade al livello inferiore. Quando tutti gli strati degli hamburger saranno giunti nel vassoio posto al di sotto, l’hamburger è completo. Allorché tutti gli hamburger sono ultimati, si supera il livello.

I ghiotti cattivi di Burger Time

Mentre compone gli hamburger, il giocatore deve evitare i nemici che vagano per lo schermo e lo seguono senza sosta. Questi sono dei cibi di tre tipi dotati di gambe: Mr. Hot Dog (i più comuni e meno pericolosi), Mr. Pickle (dall’inglese: “sottaceto”) e Mr. Egg (dall’inglese: “uovo”). Questi succulenti cattivi, permettetemi l’ossimoro, possono essere eliminati o perlomeno fermati in vari modi. Il sistema più classico è quello di eliminarli temporaneamente schiacciandoli con caduta dei diversi strati del panino.

Tecniche expert per bloccarli

Per un po’ saremo tranquilli: essi si rigenereranno ai bordi dello schermo in pochi secondi. Un sistema più complicato per bloccarli è quello attirare i nemici su di uno strato semi calpestato e quindi finirlo facendolo precipitare. Il peso dei nemici farà cadere lo strato di qualche piano e i nemici rimarranno tramortiti per alcuni secondi. E’ un po rischioso perchè si deve calpestare solo mezzo strato ed attendere che i nemici vi arrivino alle spalle. Capita molto spesso purtroppo che nel momento clou arrivi il classico hot dog rompi palle di fronte e se avete già finito il pepe la morte è certa.

Mai il pepe fu così utile

Dicevamo per l’appunto che il giocatore dispone di una scorta limitata di pepe nero, inizialmente tre dosi, che può essere spruzzato a breve distanza sui nemici per stordirli e renderli inoffensivi per pochi istanti. Dosi aggiuntive di pepe possono essere ottenute raccogliendo dei cibi bonus tipo caffè, gelato, patatine fritte. Questi utilissimi oggetti bonus appaiono al centro del labirinto ogniqualvolta un certo numero di strati è precipitato.

Livelli e struttura di gioco

Ci sono sei livelli di difficoltà crescente nel gioco, con più hamburger, ingredienti e nemici. Oltre questo ci sono diversi tipi di combinazioni scale – piattaforme che rendono più facile chiudere Peter in spazi senza uscita. Dopo che il giocatore ha completato la sesta tavola, il ciclo si ripete con difficoltà ricalibrata verso l’alto. Il giocatore perde una vita ogni volta che Peter tocca un nemico non stordito. Quando tutte le vite sono perse, il gioco è finito.

Successo planetario e prime conversioni

Il successo di Burger Time rese possibile la conversione per diversi home computer e console. Mattel Electronics ottenne i diritti da Data East e pubblicò la versione Intellivision nel 1983.
Intel

Intellivision

Il gioco divenne presto il cavallo di battaglia di questa console. La grafica semplificata rendeva molto bene, nonostante l’hamburger verdino sapeva di andato a male. Altra cosa che si nota immediatamente è che il gioco fu ripensato in toto. I livelli diventano sette, cambia il numero di panini da confezionare per livello e cambia decisamente il layout delle piattaforme. Diciamo che giocandoci anche la difficoltà del gioco risulta ricalibrata verso il più semplice. I programmatori hanno preferito fornire un gioco ricalibrato verso il basso, tanto a casa non c’è l’esigenza di far spendere monetine. Il risultato finale convince, il gioco è davvero bellissimo e ti tiene attaccato allo schermo. Animazioni perfette, sonoro che si rifà all’originale ed effetti sonori ridotti ma efficaci.

Burger Time e Atari 2600

Sempre nel 1983, poco dopo, venne alla luce la conversione per Atari 2600. Il risultato, già all’epoca, lasciava un po l’amaro in bocca.
A2600

Burger Time su Atari 2600

La grafica era logicamente semplificata ma qui pare troppo risicata. E’ un vero peccato perchè la giocabilità è buona e il sonoro, semplificato, fa il suo dovere. Ma la grafica amici qui inficia anche la buona giocabilità. Infatti è spesso presente un fastidioso sfarfallio degli sprite che a volte li rende dei quadrati che vagano per lo schermo. Il numero di livelli qui scende a cinque, probabilmente per limiti fisici della cartuccia. I comandi sono perfetti, identici alla versione da bar. Da capire cosa avessero in mente i programmatori quando scelsero le azioni dei pulsanti presenti sulla console: il pulsante difficoltà posto a destra seleziona il numero dei giocatori, quello sul lato sinistro funge da pausa.

Anche su Aquarius

Volevo menzionare anche la versione, abbastanza rara, per il fallimentare Mattel Aquarius.
Acqua

Burger Time Su Aquarius

Era scontato che la casa che ne curò la conversione ne commissionò una per il suo sfortunato home computer uscito proprio in quell’anno. L’aquarius nacque già obsoleto, al punto che gli stessi programmatori lo chiamavano “La macchina degli anni settanta”. Un computer che smise di essere prodotto appena approdò in negozio diventando famoso come il computer dalla vita più corta di tutti. La conversione fu un vero buco nell’acqua. La grafica era abbastanza colorata ma lentissima, il sonoro era solo pochi effetti e il gioco ridotto rispetto all’originale. Unica cosa positiva è che fu prodotto in così pochi esemplari da divenire una rarità per collezionisti.

Burger Time su Colecovision

Di ben altra pasta è la conversione fatta nel 1984 per il Colecovision.
Coleco

Burger Time su Colecovision

La potenza della macchina permise di creare un comparto grafico praticamente identico all’originale. Solo il nemico hot dog aveva alcune trasparenze usate come sfumature, il resto è una replica impeccabile. I controlli sono identici alla versione arcade e il sonoro si avvicina in maniera incredibile. Questo porting non tiene conto che a casa non si spendono gettoni, proprio per questo la difficoltà è calibrata sull’alto come in sala giochi. I livelli sono sei e tutti studiati per mettere alle strette il povero Mr.Pepper. Probabilmente il porting più fedele sulle piattaforme dell’epoca.

Burger Time su Commodore 64

Non poteva ovviamente mancare la versione per Commodore 64 vi pare?
C64

Burger Time su C64

Alzi la mano chi non ha avuto tra le mani la versione tarocca chiamata “Paninaro”. La conversione fu curata dalla Interceptor software, la quale fu criticata per il lavoro svolto. Questa incarnazione non è infatti tra le migliori prodotte. La grafica, considerando che si parla di un C64, è troppo semplice e cromaticamente piatta. Il comparto audio è un rimpianto perchè il sid poteva rendere il sound identico all’originale. Purtroppo il risultato fu ridicolo. Ma la cosa che fece infuriare tutti i videogiocatori era il fatto che ogni volta che si moriva gli ingredienti tornavano tutti al loro posto di partenza rendendo snervante il gioco. Ce lo facevamo andare bene qualche partita giusto perchè era nel calderone di qualche cassetta mista presa in edicola ma finiva presto nel dimenticatoio.

Burger Time su Famicom & Nes

Nel 1985 venne convertito per il famicom e solo nel 1987 sbarcò sul nostro mercato per il buon NES.
Nes

Burger Time su Nes – Famicom

Il porting era veramente buono e si decise anche qui di farne una versione conservativa del coin op. La grafica era semplificata ma molto ben fatta e cromaticamente appagante. Il sonoro è stato leggermente rivisto ma riprende molto bene il main theme mentre gli effetti sonori sono pressochè identici. I livelli, sia come numero che come layout, sono identici alla versione arcade, così come la giocabilità.

Burger Time entra nella leggenda

Burger Time è stato un successo planetario e questo dimostra ancora oggi, dopo tre decadi, come un’idea semplice e accattivante possa reggere così bene al passare degli anni. Certo, gli si può appuntare una certa mancanza di profondità e che i livelli, dopo un certo numero, si ripetano. Ma va ricordato che nacque come gioco su cassetta da caricare nel cabinato. Ricevette infatti, nel 1984, il riconoscimento di “Miglior gioco dell’anno”. Negli anni a seguire videro la luce numerosi sequel più o meno ufficiali ma tutti pronti a cavalcare l’onda del successo del gioco originale. Proprio la versione classica è stata inserita in quasi tutte le collezioni “Greatest Hits” per le moderne console, senza contare le sue apparizione sul grande schermo in capolavori come Ralph Spaccatutto e Pixel.

Punteggi da capogiro

Anche a livello di guinnes world record non se la cava male. Il 5 settembre 2005, Bryan L. Wagner ha raggiunto un punteggio record di 8.601.300 e migliorato esattamente a 9.000.000 il 2 giugno 2006. Secondo Twin Galaxies lo ha ulteriormente migliorato a 11.512.500 punti il 19 settembre 2008 al Challenge Arcade di Wyomissing. Il record mondiale di MAME è stato verificato da Twin Galaxies il 2 dicembre 2016 come 7.837.750 da Roger Edwin Blair III.
Un saluto a tutti i lettori da Mic the Biker che vi da appuntamento al prossimo coin op, rigorosamente old school. E qui qualche consiglio per voi.
Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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