Zzap! dal passato al nuovo inizio

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Ciao a tutti amici di commodoreblog, Zzap! è tornato. La rivista che ha cresciuto tutta la nutrita schiera di odierni retrogamers è di nuovo tra noi. La notizia sta già facendo il giro dello stivale, perciò è inutile scriverne una news che tale non sarebbe. Qui voglio scavare nel profondo del cuore e dell’animo dei gamers d’antan con una mia piccola retrospettiva.

Zzap! e il sogno di un bambino

Zzap!

Era il mese di dicembre dell’anno 1986. Sedevo sul sedile posteriore della Fiat 131 Supermirafiori del mio vecchio. Fuori faceva freddo, quello vero che era tipico degli inverni di quegli anni. Via Monginevro scorreva lenta nella sua bellezza natalizia: fuori dai negozi alberi di natale adornati di nastri colorati e pacchettini appesi, con marciapiedi coperti da tappeti rossi. Avevamo parcheggiato davanti a Manfredi, il negozio di orologi e gioielli, per fare alcune compere natalizie, in mezzo ad esse una tappa al Panificio di corso Peschiera. C’era molta gente dentro così con mia mamma siamo andati in edicola, la mitica edicola che divenne poi la mia dispensatrice di materiale videoludico.

Quella copertina, l’inizio di un viaggio

Eravamo entrati per Tv Sorrisi e Canzoni, un classico dell’epoca. Ma il mio sguardo cadde su una rivista con in copertina un poderoso barbaro armato di ascia. “Posso prenderlo?” chiesi sognante a mia mamma. Non ci furono esitazioni, faceva 3500 lire e il sogno ebbe inizio. Il viaggio in auto verso casa dei miei zii in corso Trapani fu qualcosa di surreale: ero completamente perso tra le immagini di quella favolosa rivista. Il pomeriggio passò a fare partite sul biscottone di mio zio ad International Soccer, quello di Andrew Spencer, ma la mia mente era da un’altra parte.

Zzap! era un mondo perfetto

Zzap!

Ricordo che in quel weekend lessi e rilessi quel mio primo numero di Zzap! fino a saperlo quasi a memoria. The Sentinel, medaglia d’oro, mi faceva volare su altri mondi: un gioco così unico da non ricevere nemmeno la pagella. E che dire di Trailblazer, una corsa a rotta di collo su tortuose piste interplanetarie? La modalità a due giocatori con split screen mi incuriosiva a tal punto che me le inventavo le partite. Si, perché il Commodore 64 ancora non lo avevo.

Natale, l’arrivo del C64

Zzap!

La mia attesa non era destinata a durare a lungo visto che in quel natale il barbuto signore alle guida della slitta mi fece trovare un fiammante C64 sotto l’albero, corredato di lettore cassette e due splendidi Joystick Competition Pro trasparenti. Cavolo, esattamente il “kit” che vidi da Abba computer, uno dei mistici posti in cui abbiamo parlato QUI. Guarda caso il mese precedente, con mio padre, eravamo andati a farci un bel giro in questo paradiso digitale per poi uscirne con un nulla di fatto, che a distanza di trenta giorni capii che era stato voluto.

Su quel mio primo numero di Zzap! si parlava proprio di uno dei primi giochi che ebbi l’onore di possedere, quel Antiriad che mi teletrasportava in un mondo diverso ogni volta che leggevo la recensione.

I mesi passavano, Zzap! rimaneva

Zzap!

I mesi passavano come acqua sotto un ponte ma lei, quella bibbia videoludica, era il nostro faro nella notte, era la stella polare che non ci faceva mai perdere nell’oceano di cassette che mensilmente uscivano per il C64. Per non rischiare di buttare via le poche mila lire che si mettevano da parte esistevano solo le recensioni di Zzap! e il passaparola. Ogni mese si aspettava trepidanti il numero nuovo, con i suoi colori, le sue recensioni taglienti, i commenti dei recensori sempre carichi di humor. In estate Zzap! valeva due mesi, luglio e agosto, ed era spesso il posto dove trovare conforto dopo le pagelle di fine anno.

I tempi correvano

I datasette divennero due, ai quali si aggiunse un lettore di floppy disk e qualche cartuccia freezer o le più evolute action replay o i loro cloni Capitan Miky. Il SEUCK, recensito con tanto di guida nel numero di Gennaio 1988, ci rese tutti dei piccoli game designer, veri protagonisti di un sogno. Un sogno che con un occhio iniziava, da settembre di quell’anno a guardare anche al nuovo mondo, quello delle macchine a 16 bit, con la neonata pubblicazione The Games Machine.

Zzap!

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, gli anni andarono avanti e il nuovo mise in ombra il vecchio. Computer e console evolvevano in bit, colori e canali audio rendendo sempre più difficile tenere in piedi Zzap! fino a quel fatidico ottantaquattresimo numero datato dicembre 1993. Game Over.

Zzap! Numero 1/86

Zzap!

Ma come l’ultimo degli anelli egli attese, paziente. Il suo nome non ha mai smesso di brillare di luce propria e memore di cotanto splendore esso è tornato tra noi. La sua rinascita la trovate QUI, su Retrogaming Magazine Italia. Volevo aggiungere qualche estratto di Paolo Besser per dare il giusto peso al progetto.

“Perché lo abbiamo numerato così? Ovviamente, perché si tratta a tutti gli effetti di un nuovo inizio – 1 – che cade, per ben augurale ironia del destino, a 35 anni esatti dal primo, storico numero della rivista…”. “Il nostro obiettivo, tuttavia, è stamparlo su carta di buona qualità e spedirvelo a casa, in tutta comodità, obiettivo che possiamo centrare solo se avremo un numero sufficiente di tesserati.”

Si, oggigiorno sarà possibile il sogno di uno Zzap! cartaceo tramite la sottoscrizione della tessera a questo LINK.

Io mi sono tesserato, perché il sogno è ricominciato e stavolta siamo noi a non volerci più svegliare. Mic the Biker vi saluta e vi da appuntamento al prossimo articolo. Ora qualche consiglio per voi dal nostro blog.

Emlyn Hughes International Soccer – Commodore 64

Arcade da preservare e tramandare

 

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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2 risposte

  1. Gaetano Selvaggio ha detto:

    Rimanevo stupito nel conoscere i nomi originali dei giochi ai quali giocavo da anni.

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