Hostages, operazioni speciali a 16 Bit

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Ciao amici di Commodoreblog, oggi andiamo a vedere come ci si trasformava in SWAT negli anni 80/90, e lo faremo con Hostages. Mettetevi in tenuta nera, portatevi il caschetto dietro e salite sulla DeLorean: vi aspetta un viaggio molto pericoloso.

Hostages, la genesi

Hostages è un gioco d’azione strategico sviluppato da Infogrames Entertainment. Probabilmente è il primo esempio veramente articolato questo genere, datato 1988-1990 a seconda della piattaforma. La trama è ambiziosa, nonché rivoluzionaria per l’epoca: abbiamo a che fare con diverse operazioni di liberazione di un’ambasciata. Questa risulta occupata militarmente da un gruppo di terroristi e starà a noi organizzare le operazioni per liberarla.

La trama

La trama si presenta sotto forma di telegramma, e già questo è geniale. Ricordo benissimo la tensione che c’era nella stanza: noi della Banda di Borgo San Paolo, tutti attorno al monitor. Eravamo nella parte, pronti ad entrare in azione aiutandoci l’un l’altro.

“An EMBASSY has been overrun by a group of terrorists STOP. Their demands are unacceptable STOP. It’s up to you to free the EMBASSY and disarm the terrorists STOP”. Ansia, silenzio generale. Si potevano sentire i respiri di ognuno di noi.

I terroristi hanno assalito l’ambasciata, prendendo come ostaggi tutti gli occupanti. Una squadra di sei uomini, dove ogni agente ha come nome in codice una lettera dell’alfabeto fonetico NATO, deve intervenire per eliminare i terroristi e salvare tutti gli ostaggi. Eravamo totalmente calati nella parte.

Hostages e il fattore realtà

Hostages

Lo svolgimento del gioco è di un realismo sconcertante. Dobbiamo affrontare il problema in tre fasi distinte: per prima cosa tre tiratori scelti si posizionano negli edifici circostanti l’ambasciata. Poi altri tre uomini vengono portati in elicottero sul tetto e quindi, con il supporto dei tiratori, si calano con le corde all’interno del palazzo. Infine esplorano il palazzo per uccidere i terroristi e trovare gli ostaggi, che devono rimanere illesi. Questo gioco, con la sua dinamica, è universalmente riconosciuto come il padre dei giochi tipo Tom Clancy’s Rainbow Six, i quali hanno trame e gameplay davvero molto simili.

Gradi di difficoltà

Il livello di difficoltà è rappresentato da tre gradi: tenente, capitano, comandante. La differenza è notevole: alzando il livello sarà più difficile evitare proiettori e colpi nemici, mentre i terroristi all’interno dell’edificio saranno più letali. Tenente è il più semplice, con proiettori lenti e la capacità di subire diversi colpi prima di morire. Il capitano è la via di mezzo, con un buon livello di difficoltà, ma ancora fattibile. Comandante è davvero tosto: i riflettori si muovono rapidamente, molti nemici non vengono mostrati sulla mappa e ci sono molti più ostaggi di cui preoccuparsi.

Una volta scelto un livello di difficoltà, si parte con la scelta della missione. Ci sono cinque missioni tra cui scegliere, ognuna con il proprio limite di tempo. Il timer si ferma solo quando apri la mappa o metti in pausa il gioco. Esso appare nel formato previsto ore – minuti, tenendo conto che il conto alla rovescia è molto più veloce che nella vita reale.

Le fasi di Hostages

Fase 1: posizionamento dei cecchini

Hostages

In questa fase prendiamo il controllo di tre cecchini che devono dirigersi verso specifiche posizioni entro un limite di tempo. Dovremo pertanto muovere ogni uomo verso uno dei simboli “X” sulla mappa. Questi punti ben precisi ci consentono di tenere sotto tiro una delle tre pareti dell’edificio, permettendoci così di eliminare alcuni terroristi prima di inviare in avanti le altre squadre.

In questa sessione di gioco dobbiamo o stare accovacciati muovendoci di soppiatto per raggiungere le postazioni. L’unico pericolo sono i riflettori: se uno di questi ci trova in zone aperte, i terroristi apriranno il fuoco. L’unica soluzione è allontanarsi, altrimenti verremmo uccisi: bastano pochi colpi per eliminare uno dei nostri cecchini. Se il tiratore viene ucciso non potrà essere più utilizzato e se tutti e tre vengono eliminati il gioco finisce. Sparse per la mappa ci sono varie finestre e porte aperte in cui nascondersi: i riflettori non possono vederci in queste situazioni. I riflettori si muovono secondo schemi prestabiliti, quindi memorizzandoli si possono evitare. Nelle versioni per computer si possono cambiare gli uomini quando sono nascosti premendo F1 per Delta, F2 per Echo e F3per Mike.

Mentre ci si muove, possiamo consultare la mappa per vedere dove ci troviamo: la mappa funziona solo quando siamo nascosti. Le porte in cui dobbiamo intrufolarci sono più grandi di quelle in cui ci possiamo nascondere: la prima ha un cartello che dice “hot club”. Una volta che un cecchino è nel posto giusto, la mappa mostrerà una sua foto in posizione. Potremo posizionare più di un uomo in un particolare punto, ma questo ridurrà il numero di muri che possiamo controllare. Una volta che tutti i gli uomini sono in posizione, dovremo aprire la mappa e premere invio per continuare, o F10 per riavviare il gioco.

Fase 2: cecchinaggio

Hostages

In questa fase verrà presentata una mappa diversa. Qui puoi selezionare gli uomini con F1 – F6 (nella versione NES premi Un bottone e scegli dall’elenco). La prima cosa da fare è selezionare uno dei cecchini. In questa modalità muoveremo la visuale lungo il lato dell’edificio. Ci sono tre file di finestre e ognuna ha tre finestre: quando compare una sagoma nella finestra dovremo sparare immediatamente. Discorso diverso se ne vedremo due: occhio perché una di loro è un ostaggio. Possiamo sparare solo alle stanze esterne dell’edificio: se una figura scompare ci scappa via, la prima cosa da fare è cercarla in una finestra adiacente, visto che c’è la possibilità che si sia spostato proprio la. Dopo aver eliminato alcuni uomini, conviene cambiare e passare ad un cecchino diverso e ripetere la ricerca. Ad un certo punto non vedremo più nessun terrorista, perciò o abbiamo fatto un buon lavoro, oppure si trovano dalla parte dove non hai cecchini. Ora è il momento di inviare la squadra SWAT.

Hostages

Selezioniamo perciò uno degli SWAT e lo spostiamo finché non raggiunge un lato dell’edificio. Quando saremo soddisfatti del suo posizionamento, confermiamo il tutto con Esc il pulsante del Joystick. Ora è il momento di calarsi su una finestra, facendo attenzione al movimento e ai tempi. Le versioni per computersono più permissive, ovvero ci permettono scendere in pochi salti. Discorso differente ad esempio per la versione NES: qui il margine di errore è quasi inesistente, perciò meglio scendere molto piano, con movimenti rapidi e brevi.

Arrivati ad una finestra, dovremo individuare la sagoma di un terrorista. Attenzione che colpire il tuo SWAT vorrebbe dire ucciderlo, quindi assicuriamoci di mirare accuratamente: prima di passare al cecchino facciamo allontanare i nostri infiltrati. Nella versione NES il membro SWAT non può essere colpito. Una volta arrivati ad una finestra possiamo scassinare.

Fase 3: L’ambasciata

Eccoci ora alla terza fase, una modalità di esplorazione in stile Dungeon Master. Abbiamo anche una mappa, che mostra stanze, scale, terroristi e ostaggi: a livelli più alti non tutti i terroristi e gli ostaggi compaiono su di essa. I terroristi sono punti gialli, mentre gli ostaggi sono bianchi. La nostra posizione è mostrate da una freccia rossa. Lo spostamento e la rotazione modificano l’intera visuale. Attenzione che anche qui non abbiamo salute, quindi bastano pochi colpi da parte dei terroristi per ucciderci. Se tutti e tre i membri SWAT muoiono, il gioco finisce.

Le porte sono sempre chiuse ma possono essere aperte a piacimento tranne se un terrorista sta cercando farlo contemporaneamente. Occhio che i terroristi possono sparare a distanza o quando siamo girati: una buona tecnica difensiva è scegliere un posto che ci protegga le spalle e lasciare che arrivino. Possiamo passare agli altri uomini in qualsiasi momento, addirittura cecchinare obiettivi visibili sulla mappa, anche se è rischioso perché i terroristi possono uccidere i nostri mentre non li stiamo utilizzando. Attenzione che se utilizziamo la modalità cecchino mentre abbiamo uomini nell’edificio, le loro ombre appariranno come i terroristi e gli ostaggi, quindi diventa critico capire a chi sparare.

I terroristi si muovono liberamente, mentre gli ostaggi rimangono dove si trovano a meno che non vengano spostati. Quando un terrorista muove un ostaggio, lo userà come scudo umano. Quando incontreremo un ostaggio, lui ci seguirà: starà a noi portarlo in salvo. Per far ciò dovremo condurli uno per uno nella stanzetta nell’angolo in alto a destra del terzo piano. Una volta lì, smetterà di seguirci. Ovviamente i terroristi non staranno a guardare, potrebbero andare anche loro in quella stanza: in questo caso dovremo combattere cercando di non colpire nessun ostaggio presente in loco.

Per vincere la partita, dovremo o salvare tutti gli ostaggi o uccidere tutti i terroristi.

Fase 4: La stampa

E ora un po di gloria anche per noi: vedremo un giornale che racconta quanto hai avuto successo, quanto tempo hai impiegato e quanti uomini e ostaggi sono deceduti. Ovviamente uccidere ostaggi o perdere uomini si riflette negativamente sul risultato. Nel caso di un lavoro perfetto il giornale ci loderà con una vittoria assoluta!

Riflessioni del Biker

Hostages resta ancora oggi un titolo incredibilmente bello, profondo e mai banale. Per l’epoca fu una vera rivoluzione: la sua dinamica e l’accuratezza della missione lasciò tutti a bocca aperta. Lo si finisce ma non lo si dimenticherà mai nella scatola dei ricordi perchè ogni partita la si può affrontare diversamente. Per strutturare un gioco in maniera così precisa i programmatori presero come fonte d’ispirazione l’operazione Nimrob, dove nel 1980, i corpi scelti dell’esercito britannico ebbero il compito di liberare l’ambasciata iraniana di Londra presa in ostaggio da 6 terroristi. Un capolavoro senza tempo!

Mic the Biker vi saluta e vi da appuntamento al prossimo articolo. Ora qualche consiglio per voi.

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Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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9 risposte

  1. Christine Cecile Abroath ha detto:

    Io trovo che i vecchi videogames abbiano un fascino che è difficile trovare in quelli moderni, seppur sarebbe facile dire il contrario. Poi qui cade sul bagnato perché io adoro fare cecchinaggio sia nei videogames che quando vado al poligono!

  2. Maria Claudia Pirani ha detto:

    Anche questa volta ho scoperto un titolo molto interessante: l’ambientazione come la storia (e il fatto che abbia anche un livello facile) che non conoscevo, devo ammettere però che sono una vera frana in questa categoria di giochi.

  3. Katrin PoeMg ha detto:

    titolo retrogaming davvero top, il tuo è un vero blog per appassionati lo trovo davvero piacevole da seguire, leggendo l’articolo ho ricordato di come effettivamente esista un titolo, tra i Tom Clancy che tratta proprio della liberazione di ostaggi tramite strategie da elaborare insieme ad una squadra della SWAT. Questo sono titoli che ti fanno passare il tempo pensando e studiando un modo per risolvere una situazione assai complessa, li trovo senza tempo e incredibilmente attuali.

  4. Lucy70 ha detto:

    il tuo è un vero blog per appassionati lo trovo davvero piacevole da seguire
    Trovo che i vecchi videogames abbiano un fascino che è difficile trovare in quelli moderni
    Grazie per farmi scoprire sempre tante nuove curiosità

  5. Isabella ha detto:

    Il tuo blog è un vero punto di riferimento per chi come me si sta affacciando di recente al mondo dei Retrogaming. Mi hai fatto conoscere un titolo veramente interessante.

  6. Elena Resta ha detto:

    Ahh, mic the biker, con questo blogpost mi hai conquistata. di più non avresti potuto fare. L’ho amato alla follia e la rabbia quando mio fratello era mooolto più sgamato di me! Poi molte cose non le ricordavo, è stato un vero tuffo nella mia teenegerità

  7. wincento ha detto:

    Ciao Mic. È sempre piacevole leggerti. Confesso di non essere un appassionato di retrogaming ma sono della generazione che su queste console ci ha passato un bel po’ di pomeriggi.
    Grazie e continua così.

  8. Sara Bontempi ha detto:

    Con questo gioco mio marito, che è un pò più grande di me, ci passava le giornate a giocarci con i suoi amici d’adolescenza!

  9. Nicoletta ha detto:

    Un gioco che può essere considerato un vero revival in questo momento storico!!

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