ARCADE STORY – Giorno cinque

Ghost n goblins

Harry si sveglia faccia nella sabbia, con il solito mal di testa. Inizia a capire ma ci vuole tempo per mettere in pratica una teoria…

Sempre questo dannato ronzio alla testa, gli occhi impastati e stavolta la faccia nella sabbia. I miei risvegli qui a Cava del Sol sono sempre peggiori di quelli dei vacanzieri del fine settimana, che dopo serate esagerate si risvegliano riversi nella sabbia senza ricordare nulla.
Io invece ricordo bene la strana sensazione di sdoppiamento che sto sperimentando. La cosa difficile è riuscire ad immergersi nella mia nuova realtà del passato senza rischiare di perdere la testa. Fa sorridere definire nuova una cosa passata, è una specie di sinestesia. Quando son nel presente so perfettamente la teoria da applicare, quando sono nel passato non mi ricordo nulla e la pratica risulta casuale. Per questo comprendo bene che c’è qualcosa che freni il tutto: è il nostro cervello che alza questa barriera, é istinto.

Il posto è sempre quello …

Mi alzo, sputacchio qua e la sabbia e mi incammino. Il posto è sempre quello, sotto il grande palazzo bianco. Il sole è caldo, il vento piacevole. Ho sete, molta sete…a pochi metri da me il bar dell’hotel “La gioia”, posto che ricordo bene. Avvicinandomi sento la musica di sottofondo divenire protagonista: open your mind!! Era degli Usura.. O meglio, qui è degli Usura, non è un pezzo revival. Questo pensiero mi fa ridere e mi rallegra, ogni pensiero se ne va d’incanto. Anzi, un lampo mi balena in testa: la sala giochi play games! Quel posto ancor più folle presente in questa realtà!! Li era il passato dentro il passato, una sorta di warp, o non saprei come meglio definirlo. Forse li dentro posso trovare indizi su come gestire i miei viaggi, visto che ormai ho appurato che più o meno si tratta di questo.

In cammino verso la play games

Entro nel bar e senza perdere troppo tempo ordino un Gatorade. Lo sorseggio strada facendo mentre i profumi di pizze e focacce che si sprigionano da una vicina panetteria quasi mi fanno trasalire. Non ho tempo, oggi ho altro da fare. Non guardo nemmeno in direzione del bar di Melinda, taglio diretto dalla via principale verso sinistra. Eccola.. Quasi non ci fai caso se non fosse per il rumore della pallina da ping pong che balza qua e la. La volta scorsa non lo avevo notato il tavolo fuori dalla sala giochi.. Entro. L’odore di sigaretta quasi mi schiaffeggia. Le pigre pale a soffitto sono pressoché immobili. Mi dirigo lentamente verso la cassa mentre mi immergo nelle litanie elettroniche dei cabinati, un insieme di suoni quasi ipnotico.

Davide, è sempre questo il mio nome

“Weh ciao, sei tornato! È un po’ che non ti vedevo” mi anticipa il riccio alla cassa.. E allunga 5 gettoni. “Ciao… Emmh.. Scusa, non ricordo il tuo nome” esclamo goffamente. “Davide. Ahahaha.. È sempre questo il mio nome, non cambia da un anno all’altro”. Certo, come no.. Questa mi mancava. “Tutto bene Harry? Che si ascolta di bello dalle tue parti? Sai che un paio di giorni fa son arrivati anche i due ragazzi di Milano, quelli che ascoltano solo Ac Dc, e anche Alberto, quello con le braghe a righe attillate fissato coi maiden! Alla fine ogni estate ci si ritrova sempre qui!”.

Non ricordo niente, nessuno…

Ok, perfetto. Devo fare ordine, non ci capisco più nulla.. Non ricordo niente, nessuno. Faccio per tirare fuori i soldi ma Davide mi interrompe” Ma stai scherzando? Una manciata di gettoni te li posso anche offrire! “. By the way, decido di prendermi un attimo per elaborare questo ennesimo casino.. Mi giro do un occhiata veloce ai cabinati in zona e mi dirigo verso una vecchia conoscenza: ghost n goblins!! È quello che mi ci vuole: un gioco da manicomio per sentirmi a casa! Che bellezza questo gioco… Per me è fottuto retro gaming, qui è sulla cresta, non nuovo ma attuale.

I ragionamenti sulla percezione del tempo avanzano

Nella mia disordinata memoria si iniziano ad accavallare ragionamenti sulla percezione del tempo, su cosa sia veramente vecchio e cosa invece non risente del passare degli anni. Nella musica una canzone dei doors è semplicemente bella, non è più legata al tempo. Un pezzo degli zep è considerato la storia di un genere e suona più fresco lui oggi di molti pezzi nuovi che sono nati morti.
Io qui sono slegato dal tempo? Sono il nuovo che vive nel vecchio, anche se io stesso sono il vecchio che torna indietro quando tutto era nuovo?

Ghost n goblins, insert coin

Insert coin e si parte. Il buon vecchio demone rapisce la principessa prin prin e il coraggioso cavaliere è pronto a partire per salvarla. Rido da solo: mi son sempre chiesto perché Arthur sia a piedi e non a cavallo! Neanche il tempo di darmi una risposta che non ho mai trovato e mi vedo a buttare lance addosso agli zombie che infestano il primo livello composto dalla zona cimitero e bosco. Sparo anche addosso alle lapidi perché ricordo che poteva succedere qualcosa ma ho dei ricordi sbiaditi. Non mi lasciano tempo di ragionare.

Non puoi perdere tempo nei vecchi videogiochi

I vecchi videogiochi sono così, non puoi perderti a girovagare: ci sarà sempre un mostro o un nemico che spunta, che ti fa correre avanti. Oltretutto c’è anche il tempo limite da considerare! Trovo la torcia e la raccolgo.. Ha una traiettoria curva ma cade e sta lì un po’, ottimo per evitare di avere mostri sempre addosso. Arrivo alla fine del cimitero e anniento un noioso diavoletto volante. Supero un fiume e corro nella foresta dove incontro dei cavalieri volanti che posso uccidere solo di schiena e dei fantasmi simili a sacchi di patate volanti. Arrivo all’orco che fa da guardia alla porta per scendere sottoterra. Lo uccido facile e proseguo.

Secondo livello, palazzo di ghiaccio

Il secondo livello è decisamente più complesso. Sono nel palazzo di ghiaccio dove si deve saltare su piattaforme e si prosegue sia in verticale che in orizzontale. Perdo praticamente subito l’armatura e resto in mutande, immagine che aiutò il gioco ad entrare nella leggenda. Saltare, sparare ed evitare i fantasmi azzurri e le loro palle è ostico. Passo oltre e il paesaggio si trasforma in una sorta di paese fantasma. Qualche strano pipistrello qua e la ma nulla di impossibile. Prendo il coltello, arma molto veloce. E mi serve appena devo salire sul palazzone infestato da grossi orchi che per essere abbattuti necessitano di molti colpi. Supero questa sezione e cominciano le piattaforme che vanno su e giù. Sudo.

Morire era la regola, non l’eccezione

Mi rendo conto come i giochi di un tempo siano terribilmente più difficili. Nei giochi del futuro l’esperienza è più cinematografica. Morire è un evento particolarmente raro. Qui è la regola. Se non sai giocarci ci butti uno stipendio in gettoni. Mi sento un po’ il Jack Burton della situazione, mi ripeto che è solo una questione di riflessi. Passate le piattaforme ecco due orchi che abbatto facilmente. Ecco la chiave per il terzo livello, le caverne.

Terzo livello, le caverne

Vengo amichevolmente accolto da orde di pipistrelli azzurri e proseguendo si aggiungono alla festa zombie e strane pietre che sparano. Il paesaggio muta, salgo degli scaloni sull’azzuro mentre cerco di non morire. Si sale e si lotta contro demoni rossi, fantasmi e pipistrelli. Poi comincia la discesa e ricordo bene un trucchetto: al terzo gradone salto più al bordo possibile e in un nano secondo sono sotto, evitando nemici e amenità. Arriva il drago, graficamente rappresentato con canoni prettamente orientali. Ad ogni colpo si accorcia la coda, per la testa servono più colpi.

Quarto livello, il ponte di fuoco

Una volta ucciso si entra nel livello per me più odioso di tutto il gioco. Una moltitudine di piattaforme fluttuanti, ognuna con velocità diversa. Il tempo è tiranno, dobbiamo saltare da una piattaforma all’altra senza cadere, il tutto per andare a correre su un ponte sospeso su un lago di fuoco! Dopo tutto ciò il drago finale è quasi rilassante da uccidere.

Comincia la salita al castello

Inizia così la salita al castello col quinto livello. Il numero di cattivi e di oggetti da evitare inizia a diventare importante. Raccolgo subito l’ascia che ha la particolarità di trapassare i nemici, cosa molto utile qui. Si deve salire, sempre salire. Ho già perso di nuovo l’armatura ma noto di avere ben quattro vite. Arrivato in cima ecco il buon demone dell’inizio e non è affatto semplice buttarlo giù. Si muove e spara ma ce la faccio miracolosamente senza morire.

Sesto livello, il gioco si fa duro

Si sale di livello e ora il gioco si fa duro. Ricordo molto bene che per uccidere gli ultimi due boss devo per forza trovare la croce, o lo scudo in alcune versione del gioco! Appena inizia il livello si sale e troviamo subito due orchi. Non si devono ammazzare, si aspetta cheb si spostino e si va di corsa a sinistra per poi salire. Ecco un drago! Qui ogni nemico è praticamente uno dei boss di fine livello trovato in precedenza. Prendo lo scudo e proseguo tra orchi, teschi e demoni volanti. Ben due come guardiani finali. Sudo un’armatura ma al pelo ci passo.

Settimo livello, una mera illusione

Eccoci alla resa dei conti finale, astaroth in carne ed ossa. Lo ammazzo subito ma… Questa era solo un’illusione fatta da Satana in persona! Il gioco riprende da livello uno ma con difficoltà maggiore! Lo ricordavo bene questo tranello che spesso ci tagliava le gambe. Ma lo voglio finire e ripeto tutto! Come classico si era creato un capanello di persone dietro di me tutte in religioso silenzio per vedere la partita. Rieccomi qui astaroth! Il boss dei boss è relativamente semplice da uccidere, è veramente lento. La principessa mi abbraccia, una colonna di cuori si leva in cielo e la scritta “the story is happy ending” ci saluta lasciandomi addosso quella sensazione di “potevano fare un finale più bello” tipico dei vecchi giochi arcade.

Ti vedo, sei sempre stato li

La sala giochi è piena, il brusio e le risa della gente son cose che fanno bene all’anima. Ti vedo. Ti percepivo anche mentre stavo giocando. Prendo una sedia di quelle alte, mi siedo. Aspiro una profonda boccata di tabacco da una camel senza filtro scroccata poco prima. Mi siedo e lo fisso dritto negli occhi: Lucius Wagner se ne sta lì, appoggiato ad un cabinato. Mi fissa da sempre.

Anche questo capitolo è terminato nel mistero.. Vi allego qui di seguito il link dei precedenti capitolo per rinfrescarvi la memoria!

ARCADE STORY – Giorno quattro part II

ARCADE STORY – Giorno quattro

 

Michele Novarina

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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