Zx Spectrum: 1982-2022

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Ciao amici di Commodoreblog, oggi rendiamo omaggio al leggendario Zx Spectrum, il glorioso avversario del Commodore 64 nei golden eighties. Un avversario che merita il massimo del rispetto e che va onorato degnamente, coi suoi quarant’anni di storia e che ancora oggi riesce a stupire!

Zx Spectrum

Vide la luce, per la prima volta, il 23 aprile 1982 nel Regno Unito e diventò il microcomputer più venduto in Gran Bretagna. La sede produttiva era sita a Dundee, in Scozia, nello stabilimento Timex, ora chiuso. In fase di sviluppo furono coniate le due sigle ZX81 Color e ZX82 per identificare la macchina in questione. Dopo, il nome divenne ZX Spectrum, per dare enfasi al fatto che la macchina aveva un display a colori, mentre il suo predecessore, lo Zx81, era in bianco e nero. In totale la gamma constava di otto modelli, che cambiavano in base alla dotazione tecnica: dal livello base con 16 KB di RAM del 1982, fino allo ZX Spectrum +3 con 128 KB di RAM e unità floppy integrata del 1987. Complessivamente le vendite ammontano ad oltre 5 milioni di unità in tutto il mondo, senza contare i cloni non ufficiali.

L’alba degli Home Computer

Zx Spectrum

Lo Zx Spectrum fu tra i primi computer domestici nel Regno Unito pensati per il grande pubblico, esattamente come il Commodore 64 negli Stati Uniti. Il suo lancio sul mercato ha portato a un boom di aziende produttrici di software e hardware per la macchina. Il suo impatto sulla società fu incredibile, al punto da essere considerata la macchina che lanciò l’industria informatica britannica. Questa nuova rivoluzione fece guadagnare a Clive Sinclair il titolo di cavaliere per i servizi all’industria britannica.

Le caratteristiche dello Zx Spectrum

Il cuore dello Zx Spectrum si basa su uno Zilog Z80, una CPU che gira a 3,5 MHz. Per i cloni si utilizzò la CPU NEC D780C-1. Il modello originale ha 16 KB di ROM e 16 KB o 48 KB di RAM. L’hardware in questione fu un’idea di Richard Altwasser, di Sinclair Research, mentre Rick Dickinson si occupò dell’estetica.

L’uscita video sfrutta un modulatore RF pensato per l’utilizzo con i televisori contemporanei, il tutto visualizzato con 32 colonne e 24 righe e una tavolozza di 15 colori. Essi sono suddivisi in sette tinte con due livelli di luminosità, più il nero, mentre la risoluzione è 256×192. Altwasser brevettò un sistema per risparmiare memoria nella gestione video, archiviando il colore separatamente dalla bitmap dei pixel a bassa risoluzione. Questo divenne una sorta di marchio di fabbrica nei giochi per Zx, visto che i pixel di un blocco di caratteri 8×8 condividono un colore di primo piano e un colore di sfondo. I programmi, in particolare i giochi, dovevano essere progettati attorno a questa limitazione, conosciuta come “Color Clash”: curioso come questa limitazione sia diventata una caratteristica distintiva dello Spectrum.

Controparte audio

Zx Spectrum

Il sonoro della macchina era decisamente basico. La propagazione sonora avviene tramite un buzzer incorporato, in grado di produrre un solo canale a 10 ottave. Fortunatamente, in seguito, fu possibile riprodurre l’audio a due canali tramite uno specifico software. Lo Spectrum include un connettore edge bus di espansione per il collegamento di un registratore a cassette. Esso era utilizzato per il caricamento e il salvataggio di programmi e dati vari. L’ interfaccia della cassetta era molto buona: permetteva caricamenti cinque volte più veloci rispetto al vecchio ZX81, precisamente 1500 bit al secondo rispetto a 307.

Vi erano anche porte di ingresso/uscita audio da 3,5 mm: la porta “ear” serviva per l’utilizzo di cuffie, mentre quella “mic” per il collegamento line in.

Zx Spectrum e Sinclair Basic

Nella ROM della macchina troviamo l’ interprete Sinclair BASIC, scritto da Steve Vickers su contratto con Nine Tiles Ltd. La tastiera gommosa dello Spectrum, simile come feeling alle calcolatrici dell’epoca, è contrassegnata con dei set di parole chiave. Ad esempio, premendo “G” in modalità programmazione si inserisce il comando “GO TO”. Questa caratteristica peculiare rendevano il Sinclair BASIC più facile da usare. Il set di caratteri ZX Spectrum comprendeva anche le lettere minuscole. Spectrum BASIC supportava linee di istruzioni multiple, oltre ai sopra citati set di parole chiave.

Estetica immortale e vendite

Zx Spectrum

Questo iconico modello di ZX Spectrum è ricordato per la sua tastiera gommosa, le dimensioni ridotte e il caratteristico motivo arcobaleno sul case. Il suo lancio sul mercato avvenne il 23 aprile 1982: con 16 KB di RAM costava 125 sterline, mentre con 48 KB costava 175. Per aggredire ulteriormente il mercato, nel 1983 i prezzi furono ridotti rispettivamente a 99 sterline e a 129. Iniziarono ad arrivare sul mercato diversi prodotti after market per potenziare la macchina: per il computer da 16 KB, uscì un modulo RAM interna da 32 KB. Per le prime macchine “Numero 1”, che erano leggermente differenti, questo modulo consisteva in una scheda figlia.

Uno ZX Spectrum “Numero 1” può essere riconosciuto per il colore dei tasti, che sono grigio chiaro. Il numero di queste prime macchine ammonta a 16.000 pezzi, quasi tutte comprese nell’intervallo di numeri di serie da 001-000001 a 001-016000.

Zx spectrum e l’esplosione delle periferiche

Sinclair mise in commercio molte periferiche per espandere la macchina: la prima fu la stampante, facile da realizzare poiché il bus di espansione ZX Spectrum era parzialmente retrocompatibile con quello della ZX81. Il modulo aggiuntivo ZX Interface1 includeva 8 KB di ROM, una porta seriale RS-232, un’interfaccia LAN denominata ZX Net, e un’interfaccia per il collegamento di un massimo di otto ZX Microdrive. Questi erano dei dispositivi di archiviazione, rilasciati nel 1983, molto veloci ma poco affidabili. Sinclair rilasciò la ZX Interface2, che aggiunse due porte per joystick e una porta per cartuccia ROM.

C’erano un’infinità di componenti aggiuntivi di terze parti. Le più famose ed utilizzate erano l’ interfaccia joystick Kempston, l’interfaccia Morex Peripherals Centronics /RS-232, e l’unità Currah Microspeech per la sintesi vocale. Molto valide anche la Videoface Digitiser, e il Cheetah Marketing SpecDrum, una buona drum machine.

Durante la metà degli anni ’80, Telemap Group Ltd sfruttò la ZX Net, lanciando un servizio a pagamento a dir poco rivoluzionario. Ciò permetteva agli utenti di connettere i propri computer, tramite un modem Prism Micro Products VTX5000, a Micronet 800. Questo servizio consentiva una forma di messaggistica istantanea e di shopping online.

La comunità Zx Spectrum

Lo ZX Spectrum conta, da sempre, su comunità molto forte e radicata. Agli albori molte riviste cartacee pubblicate in commercio erano dedicate ad esso. Le più famose erano Sinclair User del 1982, Your Spectrum del 1983, ribattezzato Your Sinclair nel 1986, e CRASH del 1984. Nei primi anni, come tutte le riviste per Home Computer, il cuore delle pubblicazioni era la programmazione e contenevano molti articoli, programmi di digitazione e tutorial sui codici macchina. Negli anni a venire vi fu il dilagare delle pubblicazioni orientate al gioco, comprendenti rivista e cassetta di giochi, rigorosamente piratati.

Sulla cresta dell’onda

Zx Spectrum

La produzione della macchina è stata ufficialmente interrotta nel 1992, dopo oltre 5 milioni di unità vendute. Gli anni passarono e molte di essere restarono dormienti in qualche baule o in polverose cantine. Molti utenti se ne disfarono, come si trattasse di semplice ed inutile vecchiume. Ma questa piccola macchina con l’arcobaleno non aveva ancora finito di stupirci, e negli ultimi anni, grazie al ritorno in pompa magna del fenomeno retrogaming, stanno uscendo regolarmente giochi incredibili, che sembrano sfruttare doti ancora sconosciute. Quei piccoli e unici tastini in gomma ne hanno ancora di fascino amici miei, e hanno ancora molte storie da scrivere.

Riflessioni del Biker

Che gran bei ricordi che ho del buon ZX, anche non avendone mai posseduto uno. In compagnia da noi, nella Banda di Borgo San Paolo, quasi tutti avevamo il Biscottone, ma alcuni possedevano altri sistemi, passando dal C16 all’MSX. E in mezzo a loro alcuni erano fieri possessori di ZX Spectrum. Ci siamo fatti la guerra con “Meglio il mio.. No il mio… Ma vuoi mettere”, negli anni 80 era impossibile non farlo. Ma quando mi sedevo davanti al piccolo gommoso mi ci divertivo. Certo, non aveva sonoro e i colori del biscottone ma aveva dei giochi veramente divertenti. E’ bello vedere che il mondo Spectrum goda di ottima salute, con l’uscita costante di giochi assolutamente stupendi. Ora i due cugini – rivali viaggiano a braccetto guardando l’orizzonte con un sorriso sornione!

Mic the Biker vi saluta e vi da appuntamento al prossimo articolo. Vi lascio il link di qualche bel gioco da riscoprire!

Wizard of Wor – Commodore 64

Delta per C64

 

Michele Novarina

Mic, tre lettere come negli highscore di una volta. Appassionato di videogames dagli albori degli anni 80.

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16 risposte

  1. Christine Cecile Abroath ha detto:

    Trovo che la tecnologia ai suoi albori avesse un fascino che ora si è del tutto perso. Ne adoravo lo stile, certo, ma anche la funzionalità che a mio dire era maggiore!

  2. Maria Claudia Pirani ha detto:

    Mi piace seguire il tuo blog perché mi hai conoscere cose che non conoscevo e di cui ignoravo totalmente l’esistenza, la cosa che trovo particolarmente affascinante del Zx Spectrum sono le dimensioni veramente ridotte e la quantità di periferiche che aveva.

  3. Hang Around The World ha detto:

    Mi piace il mondo tecnologico e mi piace scoprire nuove cose anche se queste in un certo senso sono datate ahahah Non ero proprio a conoscenza dello zx spectrum, my bad ahahah – Paolo

  4. Lucy70 ha detto:

    Ecco perché mi piace seguire il tuo blog riesco a conoscere sempre tante nuove informazioni e tanti nuovi prodotti che non conoscevo

  5. Ah noi al giorno d’oggi diamo tante cose per scontate ma c’è chi le ha scoperte e senza di loro non avremmo tutto ciò che abbiamo.

  6. Nicoletta C. ha detto:

    Questa è Storia! E dire che pensavo di conoscere il mondo tecnologico degli anni 80… eppure questo gioiellino mi mancava! Ottima recensione.

  7. wincento ha detto:

    Ogni volta che leggo i tuoi articoli mi vengono in mente ricordi dei miei pomeriggi passati davanti alla TV collegata al mio CMD128. Affascinante questa tua descrizione dei Sinclair. Su Netflix ho guardato recentemente una mini-serie (High Score) che parla proprio del mondo che tu descrivi così bene su queste pagine. Per chi volesse giusto conoscere qualcosa potrebbe essere un inizio interessante. ciao wincento

  8. Isabella ha detto:

    La prima consolle che ho visto io (ma a casa di amici perché i miei non me la vollero comprare) era la nintendo, quella con i giochi a “cartuccia” (quelli che per un motivo che ancora oggi non ho capito, dovevo soffiarci sopra prima di inserirli. Scusa la descrizione poco tecnica). La Zx Spectrum, non la conoscevo proprio, quello che mi affascina del tuo blog é che a volte mi sbocchi degli splendidi ricordi e altre mi fai conoscere cose che non conoscevo.

  9. katrin ha detto:

    Figlia degli anni ’80 a rapporto, noi avevamo un Commodore64 e ricordo ancora che i nostri vicini avevano lo ZX-Spectrum, mi tornano in mente i pomeriggi passati a giocare ora da noi ora da loro, ogni volta ciascuno decantava le qualità tecnologiche e le funzionalità scatendando a volte vere e proprie faide, la tecnologia retrò è stata fondamentale per il mondo che conosciamo ora, non parlo solo del mondo videoludico ma in generale, però mi mancano quelle sensazioni di continua scoperta, perchè all’epoca erano davvero incredibili i progressi, ancora mi viene in mente le risate di chi credeva che i computer non sarebbero mai andati di moda, figuriamoci internet e guarda ora dove siamo.

  10. Elena Resta ha detto:

    Sto studiando tecnologie e tecniche sei nuovi media e nella parte inerente la storia dei media dgt si affronta anche la storia dei computer e dei diversi devices proposti per il gaming. Con quest’articolo mi hai dato qualche info in più, considerando che il testo è molto scarno e asciutto. Grazie

  11. Sara Bontempi ha detto:

    Tu non ci crederai ma mio marito in casa, in qualche scatolone dovrebbe avere ancora il Commodore 64 e pure lo Spectrum!

  12. Stefania ha detto:

    Bello il post, anche in casa sono amanti di tecnologia, giochi e quant’altro, a volte anche mi cimento e cerco di capirne qualcosa, Complimenti a farci conoscere tante novità.

  13. Zeldakyo ha detto:

    Che meraviglia, visti “dal vivo” sono ancora più belli. Eppure penso che il babbo ha uno spectrum in qualche scatolone chiuso in garage.

  14. Isabella ha detto:

    Confesso che é la prima volto che vedo la Zx Spectrum. Quello che mi ha colpito maggiormente sono le ridotte dimensioni della stessa e la quantità di accessori che aveva, veramente all’avanguardia.

  15. Isabella Gatti ha detto:

    Confesso che é la prima volto che vedo la Zx Spectrum. Quello che mi ha colpito maggiormente sono le ridotte dimensioni della stessa e la quantità di accessori che aveva, veramente all’avanguardia.

  16. Anonimo ha detto:

    ho 50 anni e… il mio spectrum e’ ancora funzionante e spesso lo accendo. col tempo ho rotto la zx printer
    ma ci sto lavorando!
    ho anche la penna ottica e il kit per trasformarlo in zx+!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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